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Società Storica Catanese, un loro angolo

Il maestro Massimo Giannoni dona un suo dipinto

Giorno tredici giugno in uno dei saloni della Società Storica Catanese è stata presentata al pubblico l’opera che il maestro Massimo Giannoni ha donato alla celebre Società etnea.

In occasione della prima esposizione de Società Storica Catanese, un loro angolo, ospite d’onore della serata proprio l’autore del dipinto che ha parlato di se e della sua arte. Conversazione divertente sotto molto aspetti, incastonata in una tra le molte sale ricche di fascino.

La sede della Società Storica Catanese infatti non solo è ricchissima di collezioni storiche, dai militaria a beni librari, ma è uno di quei rari casi in cui il contenitore di tali tesori è affascinante e ricco tanto quanto ciò che possiede, soprattutto se a questo aggiungiamo anche l’importanza storica e pittoresca del luogo e del suo affaccio su via Etnea dai cui balconi si gode una vista sensazionale del monte Etna.

 

Quella di Giannoni diventa pittura viva in cui libri, tempo e storia hanno un rapporto diretto con la memoria resa quasi evanescente dalla fluidità dei colori e dalla luminosità dei ricordi impressi sulla tela.

Traendo insegnamento dai grandi maestri del passato, da Matisse a Rembrandt, Giannoni studia il colore fino a farne materia che diventa astratta attraverso il rapporto tra vuoti e pieni, tra sostanza e pittura e la tela stessa che diventa parte del dipinto. Non fa eccezione il dipinto protagonista della serata che ritrae un angolo della biblioteca. L’acquosità delle forme e i tratti allo stesso tempo decisi della spatola scolpiscono nelle ombre degli scaffali ritratti una luminosità che diventa ad un tempo momento di meditazione e invito alla scoperta. Campeggia quasi protagonista una poltrona rossa, quasi una provocazione all’irraggiungibile poichè ogni bibliofilo desidererebbe immergersi in tale meraviglia. Giannoni rende agli occhi dello spettatore la meraviglia che suscita un luogo e la sua immutevole bellezza mista ad un senso d’avventura verticale che eleva lo spirito oltre che essere un piacere per gli occhi.

Secondo il pittore toscano, il ruolo dell’artista oggi è essere un materialista intellettuale. Ciò che sembra un controsenso da il polso della riconoscibilità e dell’apprezzamento da parte del pubblico che ne fruisce facendo diventare così anche la commissione dell’opera un mezzo del suo intellettualismo.

Il presidente della Società, Alfio D’Agata, durante una piacevole chiacchierata, ci fa sapere che sia quest’opera che le altre collezioni permanenti e temporanee sono visitabili e fruibili chiedendo un appuntamento per visitare la sede.

In Gran Bretagna per descrivere luoghi come questo si usa l’immagine della Grotta di Aladino, noi diremmo che per ogni sua sala non si saprebbe dove lasciare gli occhi ma con l’assoluta certezza che merita più di una visita.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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