fbpx
CronachePrimo Piano

Società di noleggio inesistente: truffate decine di persone in tutta Italia

Grossissima la truffa perpetrata ai danni di oltre 40 persone, in tutta Italia, da Antonio Fiore e dai rispettivi intermediari, gestore e titolare dell’azienda Fiorent Car, legata al suo nominativo, chiaramente, fittizio. 

Lo scenario entro cui si articola la vicenda è la piattaforma social Facebook. Infatti, Fiore posta su Facebook Marketplace delle offerte molto attraenti riguardanti automobili, a lungo noleggio, con anticipi e rate mensili accessibili anche ai segnalati CRIF, la centrale di rischi finanziari nonché alle persone con debiti e senza reddito.

E le offerte, effettivamente, risultano parecchio allettanti; alcune proposte riguardavano il modello Renegade della Jeep, dotata di fari full Led a soli 195€ euro al mese per 24 mesi e un contributo iniziale di 1500 euro. Altri la Compass, della Jeep, la nuova Stelvio, o, ancora, la Fiat 500, disponibile anche nel modello Hybrid. Dunque, delle offerte e dei prezzi ben strutturati e ufficializzati, che persuadono moltissimi “broker”, ossia, acquirenti.

 

 

Truffato senza ritegno: la testimonianza Attilio Cordova

In questo quadro a tinte fosche, il Signor Cordova rientra tra i truffati, attratti, ragionevolmente, non solo dai prezzi e dai modelli bensì, soprattutto, dalla serietà con cui si presentava il sito e il signor Fiore.

«Attratto da questa offerta mi faccio mandare, via whatsapp, il modulo di pagamento da questo Signor Fiore. Ovviamente-prosegue Cordova-prima di effettuare il pagamento mi informo, con chi di dovere, per accertarmi della validità del contratto e dell’intestazione. Dunque ho fatto delle indagini sulla partita IVA e sulle componenti di pagamento».

In effetti, il contratto che Fiore manda a decine di clienti è intestato alla sua società, la Fiorent Car, con sede in via Beulard 6 a Torino.

«Mi sono informato-continua il Signor Cordova- anche sull’effettiva presenza di questa sede in via Beulard e risultava attiva e locata in questa via fin dal 2018».

Apparente sembra tutto in regola. Perciò gli acquirenti, convinti del vantaggio delle offerte, per liquidità o difficoltà economica vendono la propria auto per avere denaro sufficiente per pagare l’anticipo richiesto da Fiore. Il quale, inoltre, non agiva da solo bensì aveva, abilmente, dislocato diversi intermediari. Costoro, infatti, accettando l’incarico di “segnalatore” di clienti riescono a portare nelle tasche del truffatore ben 67, potenziali clienti, con i rispettivi anticipi.

«Convintomi dell’effettiva veridicità della Fiorent Car legata a Urcar, decido di effettuare il versamento della somma richiesta per la mia macchina. Nel frattempo, ricevo la notifica della transazione andata a buon fine, dallo stesso Fiore. Rimango in contatto con lui per diversi giorni, riguardo il colore della macchina e, soprattutto, i tempi di consegna».

 

La quarantena ha facilitato la truffa

Durante il periodo del lockdown, dove era impossibile vedersi di persona e/o spostarsi per esigenze che non rientrassero in attività necessarie. Dunque la truffa è potuta davvero andare a buon fine per il delinquente Fiore, il quale, si era, inoltre, iscritto al sito Urcar.it, società che effettua servizi di consulenza per noleggio e vendita di autovetture. Infatti, bastano solo 20 giorni di “presenza” per mostrare credibilità.

Pasquale Carillo, in rappresentanza della società, chiarisce la posizione del truffatore:

«Fiore fece istanza per aderire al modello Urcar, in cui i singoli consulenti possono gestire le negoziazioni ottenute dalla nostra organizzazione. Dopo poco tempo, però, non gli è stato concesso l’ingresso ufficiale e la sua utenza è stata disabilitata». Dunque, sembra che il Fiore si sia servito di un account in remoto, quindi, non rintracciabile, per gestire i diversi clienti e spacciarsi come consulente della Urcar.

 

Decine le persone truffate

Decine le persone truffate dall’intraprendente truffatore, tra cui moltissimi padri di famiglia, in condizioni economiche non agiate che hanno faticato per accumulare i soldi del preventivo.

Il Signor Cordova, aggiunge, infatti, che Fiore aveva promesso, sentendosi a posteriori con gli altri truffati, che le macchine sarebbero arrivate tra il 15 e il 20 giugno e fino all’ultimo li ha rassicurati. «Un bravo venditore, che mi ha convinto e coinvolto» ammettono, con l’amaro in bocca, alcune dei malcapitati.

Tuttavia da mercoledì 10 giugno il suo telefono è irraggiungibile, il suo contatto whatsapp assente, è assolutamente irreperibile.

 

Cordova fa una recensione negativa sulla pagina Facebook del sito. A quel punto si aggiungono a lui tantissimi altri utenti e clienti che reclamano, nella piattaforma social, i soldi e la macchina. In brevissimo tempo il numero dei truffati inizia a crescere fino ad arrivare a circa 40 persone, che, radunandosi in un gruppo WhatsApp e Facebook decidono di far luce sull’accaduto.

Lo stesso Cordova si occupa di contattare il direttore della Urcar, il quale, è ignaro dell’accaduto e della gigantesca rete di truffa e truffati. Ma lo stesso promette agli utenti delle macchine che possono pagare con interessi più leggeri.

Ma la vera allettante offerta, adesso, è scovare il delinquente, Fiore. Verso di lui, infatti, pendono decine di denunce.

Tags
Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker