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Due ambulanze senza culla per il soccorso neonatale

Catania – È solo una copertura parziale quella effettuata in Sicilia per lo Sten, sistema di trasporto in emergenza neonatale. Insieme a Emilia Romagna e Puglia, la Sicilia rientra nelle regioni con carenza di servizio. Poteva andare naturalmente peggio se si pensa che in 5 regioni (Valle d’Aosta, Umbria, Abruzzo, Calabria, Sardegna) il servizio è completamente assente. Nonostante questo, sono diversi ed evidenti i gap e le criticità che ancora devono essere superati.

Il presidio ospedaliero a capo della rete Sten etnea è il Santo Bambino. Lo stesso copre la provincia di Siracusa e Ragusa.

A Catania e provincia sono solo due le ambulanze previste per tale servizio. I due mezzi, però, non possiedono al loro interno la culla termica necessaria per il trasporto del neonato. Questa, infatti, viene fornita dal Santo Bambino, insieme all’equipe specialistica.

Lo Sten, è bene sottolineare, è un servizio attivato “su richiesta“, solo ed esclusivamente davanti ad una emergenza. L’equipe, se contattata durante i turni diurni, dovrà interrompere il proprio lavoro, mentre se contattata durante la notte o festivi, dovrà operare in regime di pronta disponibilità.

Questo accade anche per le ambulanze, utilizzate (soprattutto) per i soccorsi “ordinari”: davanti ad una chiamata di Sten, il soccorritore dovrà lasciare ciò che sta facendo per recarsi al presidio, caricare la termoculla in ambulanza (senza avere magari il tempo di disinfettarla), attendere il medico e l’infermiere e partire per il soccorso.

Ed ecco quindi tutte le possibili criticità che ruotano intorno al tempo: quello che passa prima che l’ambulanza possa tornare al presidio; quello trascorso prima che gli addetti carichino e sistemino la termoculla, atto non sempre semplice data la frequente presenza di auto davanti la cosiddetta “zona calda” davanti l’ingresso del reparto; quello trascorso prima che una possibile equipe si prepari.

Altro gap è la formazione: mentre il 118 fornisce i mezzi e l’autista, il Santo Bambino medico e infermiere. Sono quindi tre le figure che operano all’interno dello Sten. Questi professionisti, però, seppur specializzati nelle loro funzioni non hanno, fino ad ora, ricevuto alcuna formazione comune nel servizio.

“Ciò che chiediamo – dichiara Stefano Casabianca, presidente Aasi – è che si riesca a fornire una formazione comune tra le diverse figure, perché tutti sappiano agire al meglio in qualsiasi situazione”.

 

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