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Musica

Skinny: il rapper catanese da milioni di views che se la prende con la scuola

È giovane, anzi giovanissimo, ma il suo nome è già sinonimo di grinta e successo. Skinny, al secolo Noa Magro, è il nuovo che si fa strada nel mondo del rap siciliano con una tecnica ed un sound senza eguali.

Non ha ancora 18 anni, ma di cose ne ha viste tante e per esorcizzarle le trasforma in musica. Brani taglienti, voce rauca e spirito pungente. La sua discografia è un velato tour tra le difficoltà della vita. Esperienze che, nel bene e nel male, hanno reso i suoi occhi più duri e la sua rabbia sempre più fonte di ispirazione. Il Writing e l’hip hop sono suoi vecchi amori, riscoperti nel 2019 quando inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica, incidendo i primi singoli.

Colleziona successi su successi, milioni di views su milioni di views: Pregiudicati“, singolo di esordio, conta più di 2 milioni  e mezzo di visualizzazioni su YouTube. 1,2 milioni per Criminale“: una folle corsa tra le strade di Catania protagonista indiscussa di molte delle sue hit.

Dove c’è Skinny ci sono i numeri, e non da poco. La cura in ogni progetto, dalla grafica di copertina fino al video, fa del giovane un artista attento ad ogni particolare.

Ma Noa parla poco, è sfuggente, introverso. Parla attraverso la musica e questo per il momento gli basta.

Cos’ è la musica per Skinny?

«Aver vissuto in certi contesti -ci confida Noa- avere un certo bagaglio di esperienze non è facile. La musica è quel canale che mi ha aiutato a descrivere ciò che mi circonda, ciò che vivo e che ho vissuto, ciò che provo. Quando scrivo, tutto mi sembra più semplice, le mie emozioni sembrano lineari».

L’identità siciliana è uno dei tuoi marchi di fabbrica.

«Essere siciliano in questo settore, come in tantissimi altri, è croce e delizia. L’Isola è un luogo magico: secoli di storia, un mare mozzafiato, gente semplice e calorosa. Dall’altro lato, però, è come avere un cappio al collo davanti ad un bellissimo panorama, “terra che se te ne vai ti manca ma se resti ti ammazza”. In un certo senso, mi ha penalizzato essere siciliano, crea pregiudizi».

«Nelle mie canzoni- prosegue Skinny-  descrivo ciò che mi circonda, quindi la mia sicilianità è un elemento che si fa sentire. Se non ne parlassi in termini importanti, i miei testi non racconterebbero di me».

Leggo nella tua biografia che hai abbandonato gli studi. Una scelta molto forte per la tua giovane età. Ne vuoi parlare?

«A scuola mi sentivo fuori posto. Come tantissimi altri ragazzi della mia età non mi trovavo a mio agio all’interno del metodo di insegnamento italiano/siciliano», racconta Skinny.

«Ogni ragazzo ha una storia personale, diversa. Non esiste un criterio universale su come affrontare la vita o la scuola. Il metodo che andava bene per me, non è detto che sia produttivo anche per un altro ragazzo. Non credo nel tipo di educazione che impartisce la scuola, un ordinamento che tratta tutti gli studenti allo stesso modo come se fossero un blocco unico. Ogni mente è diversa, ogni ragazzo è diverso. Il sistema scolastico italiano non tiene conto  del livello culturale, classi sociali, contesti di vita vissuta e skills che ogni persona possiede. Sia i punti di forza che i punti deboli di ciascuno vengono ignorati. E invece, alle volte, possono trasformarsi in vere e proprie risorse».

«La musica è il mio lavoro. Sono molto giovane, ma ho preferito dedicarmi a qualcosa che mi desse un insegnamento più profondo di quanto la scuola stesse facendo».

A quale brano sei particolarmente legato?

«Ho pubblicato “Ce la farò” nel dicembre 2019. È il singolo a cui sono più legato ma anche quello che è stato meno capito dai miei fan. In realtà per me rappresenta uno step molto importante, è molto autobiografico».

Cosa vede Skinny nel suo futuro?

«Per il momento -sottolinea il rapper- sto lavorando sodo. In realtà, non ha nemmeno il tempo di stare a pensare più di tanto al futuro. Sono molto giovane e questo mi lascia piena libertà nell’intraprendere ogni strada che mi si presenterà in futuro. Al momento, io e il mio staff ci dedichiamo alla musica che riesce perfettamente a conciliare il mio lato creativo e il carattere introverso. La musica placa le mie turbe. Non abbiamo aspettative -conclude il giovane artista-tutto può succedere».

Ed è vero: tutto può succede nel cammino di Skinny che non si chiude nessuna porta, gustandosi i primi importanti successi che a 17 anni sono già una grande vittoria.

 

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