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Sinistra asfaltata. Berretta: “Sconfitta chiara, cambiare rotta”

D'Antona: "Spieghiamo cosa fanno realmente i centri sociali"

“Cari amici, la sconfitta è chiara”. Nel prendere atto della disfatta, l’ormai ex deputato dem Giuseppe Berretta mantiene il suo stile. Quello che, anche il duellante del fronte opposto Manlio Messina gli riconosce sul suo profilo Facebook: “complimenti per la signorilità e competenza”. 

Perché oggi il dato è evidente: gli amici del Partito Democratico sono ormai pochi e Giuseppe Berretta lo sa. “È evidente che dovremo cambiare rotta e su questo avremo modo di confrontarci insieme. Voglio ringraziare tutti voi che vi siete impegnati al mio fianco e sostenuto in questa difficile ma emozionante campagna elettorale”.

Cambiare rotta, per il centrosinistra, forse, vuol dire innanzitutto ricordarsi di fare politiche da centrosinistra. Dunque, da dove ripartire? A fronte del crollo vertiginoso del PD, anche le vecchie guardie di Liberi e Uguali hanno racimolato risultati miseri e il partito di sinistra, cioè Potere al popolo, conclude questa prova con un triste “non pervenuto”.

“Dobbiamo spiegare alle persone cosa fanno i centri sociali – commenta Goffredo D’Antona, avvocato catanese candidato nella lista che viaggia intorno all’1% – non spacchiamo le vetrine. Organizziamo il doposcuola per i bambini, ma anche lo sportello legale per i lavoratori, la ciclofficina, corsi di lingua, laboratori teatrali. Siamo persone che operano nel territorio, è difficile ma ripartiamo da qui: dobbiamo far capire a tutti qual è il nostro programma e cosa facciamo”.

“Il voto democratico va comunque rispettato – scrive l’avvocato su Facebook – anche quando non piace, come questo (che proprio non mi piace per niente). I dati che stanno arrivando relativi a Potere al popolo dispiacciono ma possono essere un punto di partenza. Fino a 20 giorni fa eravamo sconosciuti, oggi in diversi collegi superiamo ex ministri come la Lorenzin e vecchie volpi della politica come la Bonino. Siamo stati oscurati dalle Tv nazionali e anche da troppi giornali locali. Abbiamo fatto una campagna elettorale a costo zero perché noi soldi non ne abbiamo. Siamo stati schiacciati da una campagna d’informazione cialtronesca che ha parlato di un finto voto utile che come era evidente era un semplice falso”.

“Ma queste – conclude D’Antona – sono solo piccole questioni. Se il risultato non è quello auspicato la prima responsabilità è solo nostra. Mia. Che non siamo riusciti a spiegare il nostro programma. Come abbiamo sempre detto il risultato numerico era però relativo. L’importante è parlare di lavoro e sfruttamento e questo comunque l’abbiamo ottenuto. Ora la lotta continua come l’abbiamo sempre continuata. E mentre gli eletti saliranno a Roma per poi rivederli alla prossima campagna elettorale, a noi ci troverete sempre qui a tutelare di diritti di tutti, in specie degli ultimi, a parlar di lavoro, di eguaglianza sociale, di parità tra donne e uomini”.

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Redazione

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