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Single, frivolezze per l’uso

I single costituiscono un patrimonio sociologico inestimabile per non perdere il più autentico contatto con il mondo amoroso circostante.

Le mie amiche single costituiscono per me un patrimonio sociologico inestimabile per non perdere il più autentico contatto con il mondo amoroso circostante.

Se ci pensate bene, la nascita e lo sviluppo delle storie d’amore costituiscono il nucleo fondamentale per comprendere come una società tende a svilupparsi (o sottosvilupparsi).

Orgoglio e pregiudizio, opera letteraria che potremmo definire “una godibilissima passeggiata per le colline dell’Inghilterra” ci fa comprendere che in fondo la ricerca dell’amore con tutte le sue sfaccettature non è cambiata molto.

I giudizi pungenti della Austin (penna ancora oggi considerata argutissima) verso la società inglese contemporanea, ancorata al perbenismo, ma pronta al pettegolezzo (oggi “social”) e alla prevaricazione, nonché ai pregiudizi, si prestano benissimo anche ai tempi nostri. Quella Londra non è poi così lontana.

Ieri una delle mie amiche più goliardiche e pittoresche, una di quelle a cui accadono storie paradossali, mi raccontava che tra lei e il suo attuale lui è cominciata la crisi del settimo. Anno? No, giorno. Pare che il settimo giorno lui sia cambiato, che non sia più quello di un tempo.

I primi quattro giorni telefonate, messaggi, cuoricini, like pure a post dove lei scriveva che stava partecipando ad un funerale, foto, video… Insomma habitat emozionale in forte subbuglio. Eros in forte attività, non solo virtuale a detta di lei. Il quinto giorno un momento di inquietante transizione.

Lei lo chiama e lui le risponde

– Dimmi

– Ma come “dimmi”?

– Che risposta è “dimmi”?

Quel “dimmi” (ci mancava poco le dicesse “dica?”, come dal salumiere) è stato il preambolo di un “Non abbiamo più niente da dirci”, infatti il settimo giorno i due sono entrati in crisi conclamata perché lui le ha chiesto una pausa. Non vuole relazioni, 46 anni gli sembrano troppo pochi per impegnarsi. Ha bisogno di rifletterci un po’. Lei, non credendo alle pause, lo ha mandato al diavolo.

Inutile dirvi che la mia amica single adesso è nuovamente disillusa e nutre anche una scarsa speranza di incontrare l’amore della vita. Grazie al Cielo so che le durerà poco e che presto il suo cuore sarà nuovamente aperto e proiettato a nuovi e felici incontri.

Di “Amore” hanno scritto, suonato e cantato in tutte le salse tutti i più grandi della terra, ma uno di cui ci siamo sempre fidati tutti e che ce l’ha raccontata bene col suo “non esistono leggi in amore” è Marco Ferradini, la prova inconfutabile che fa di questo inciso una scienza, è che si è garantito la pensione con i diritti della SIAE.

Alla fine io e la mia amica single non siamo poi così diverse.

L’amore ci rende un po’ tutti simili.

Vedo individui di tutte le età e di tutte le condizioni sociali che si prendono, si lasciano, si amano e si detestano in un balletto incessante di rughe, occhiaie, motorini scassati e principi di pancetta. Siamo sempre il frutto di quel che desideriamo essere.

Forse una soluzione potrebbe proprio essere rileggere Orgoglio e Pregiudizio, sognare un signor Darcy le restituirà la speranza di potersi nuovamente innamorare in Europa. Male che vada, per quel che mi è dato sapere, il signor Ferradini Marco è ancora celibe, e mi risulta abbia una rendita vita natural durante amica mia…

 

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