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Sindacato Fials: creare una legge regionale che sancisca il ruolo dell’autista/soccorritore

Il sindacato Fials ha pubblicato la seguente relazione sulla problematica del personale autista/soccorritore giudicato inidoneo alla mansione: 

 

“Il Coordinamento Regionale Fials 118 viste le vicissitudini pressanti vissute sin dal concepimento dell’Attuale sistema in cui il Servizio 118 si articola, con l’apice raggiunto in questo momento per noi storico, viste le gravi iniziative Aziendali, mai sì avvolte da tragicità, che ad oggi stanno subendo sulla propria pelle i nostri colleghi dipendenti Autisti/Soccorritori, colpiti da provvedimento di licenziamento, dopo anni di servizio di utilità collettiva, che li ha visti protagonisti nel tutelare la incolumità della collettività, oggi vengono “rottamati” (lasciateci passare il termine), in quanto “colpevoli” di essere stati dichiarati inidonei per stato di malattia, senza riconoscimento alcuno per il loro operato. Il superiore, tra tutti viene a determinare una delle tante ragioni che incita la scrivente a marcare, che la problematica cardine del personale Autista/Soccorritore S.E.U.S. S.C.p.A. (tra cui anche quello giudicato inidoneo alla mansione svolta), è dovuta da mancanza di leggi e normative regionali che ne dovrebbero identificare l’accesso alla professione, il profilo, la formazione e le competenze tecniche, dandone il giusto riconoscimento e tutele, in ragion del servizio prestato. Tale affermazione trova riscontro oltre che dall’art. 5 comma 2 del D.P.R. 24.3.1992 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31.3.1992, anche dall’Accordo Stato Regioni del 22.5.2003 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 196 del 25.8.2003, dove, tra le varie figure impiegate nell’ambito dell’emergenza sanitaria, viene identificata anche la figura professionale dell’Autista/Soccorritore e viene dato mandato alle regioni per ciò che concerne la formazione e l’aggiornamento, così come recita l’art. 1 del suddetto accordo.

Per quanto specificato in premessa, risulta fondamentale che il Governo della Regione Sicilia e l’Assemblea Regionale Siciliana si adoperino affinché, sulla base delle leggi e normative suddette, venga creata una legge regionale che sancisca il ruolo fondamentale, nonché l’accesso alla professione, il profilo, la formazione e le competenze tecniche del personale Autista/Soccorritore della S.E.U.S. S.C.p.A.

Con la creazione di una legge regionale, si stabilirebbero i paletti, oltre che per l’iter formativo e di aggiornamento, anche per quanto riguarda sia l’accesso alla professione dell’Autista/Soccorritore e sia l’età massima in cui un dipendente possa effettuare tale professione nell’ambito dell’emergenza-urgenza sanitaria. Ciò risulta fondamentale in quanto il lavoro svolto è altamente usurante per quanto riguarda la movimentazione manuale dei carichi, e nel caso in questione è rappresentata dal peso dall’attrezzatura sanitaria e dal peso della gente da soccorrere e spesso per tale motivazione il personale Autista/Soccorritore viene giudicato inidoneo alla mansione svolta. Per tali motivazioni non trovando ulteriore collocazione, il personale viene licenziato per “giusta causa” superato il periodo di comporto.

Detto ciò, si potrebbe stabilire che, identificata la suddetta età massima, il dipendente potrà essere ricollocato nell’ambito del trasporto dei servizi secondari intra ed inter-ospedalieri, trasporto emodializzati, trasporto organi, box di ripristino per cambio presidi e servizi di accoglienza presso i pronto soccorso.

Tali servizi sono previsti dalla S.E.U.S. a favore delle aziende socie che così darebbero un contributo fondamentale anche per lo “svecchiamento” del personale da piazzare presso i servizi suddetti e la creazione di un turn-over relativo alla formazione di personale giovane da inserire presso il servizio di emergenza-urgenza sanitaria dopo specifico concorso e formazione professionale. In riferimento ai suddetti servizi secondari riteniamo opportuno evidenziare un’altra criticità legata al fatto che attualmente la S.E.U.S. ha necessità di effettuare convenzioni ad hoc con le aziende socie per lo svolgimento degli stessi. Ciò è dovuto dallo status lavorativo prestato dal personale SEUS, poiché la stessa SEUS S.C.p.A trae finanziamenti dal contributo regionale in atto per il triennio 2016 – 2018 ed inoltre le società compartecipate sono tutte di natura pubblica e pertanto i Lavoratori di SEUS 118, già ancorché nell’accordo tra l’Assessorato Regionale della Salute e le OO.SS. fosse stato sottoscritto, dichiarando che il contratto applicabile doveva essere modificato da privato in quello pubblico, garantendo anche lo stato giuridico degli stessi dipendenti. Infatti, con l’applicazione del contratto pubblico tutto il personale identificato, potrebbe essere assegnato presso i servizi secondari per le aziende socie tramite l’applicazione dell’istituto del distacco o del comando, snellendo così enormi pratiche burocratiche indispensabili per la stipula di convenzioni ad hoc. Inoltre, con l’applicazione del contratto di sanità pubblica, il personale inidoneo colpito da malattie gravi o oncologiche, avrebbe applicato una serie di benefit, tra cui l’esclusione del periodo di comporto per i giorni di malattia per le terapie salvavita, così come stabilito dall’art. 23, commi 1, 2, 6 e 6 bis del CCNL ARAN del 01.09.1995 come integrato dall’art. 11 del CCNL integrativo del 20.09.2001, nonché potrebbe essere posto in quiescenza sulla base dell’art. 2 comma 12 della Legge n. 335/95, in caso di inabilità a qualsiasi e proficua attività lavorativa. Continuando, oltre a voler evidenziare i pregressi accordi sottoscritti e non mantenuti per l’applicazione del contratto di sanità pubblica a tutti i dipendenti S.E.U.S., anche a voler considerare la società come “privata” pur se a capitale interamente pubblico e gestita con denaro proveniente direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale, andando per analogia in ambito nazionale, troviamo come riferimento l’IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo che, pur essendo la natura giuridica dell’Ospedale quella di un Ente privato, di proprietà della Santa Sede, eroga comunque un servizio pubblico e gode di finanziamenti pubblici direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale ed applica ai suoi dipendenti il contratto di sanità pubblica. Infine, nelle more che si stabilisca definitivamente la problematica di che trattasi trovando le opportune soluzioni, tra quali quelle da noi esposte, la Fials chiede che in questa fase il personale giudicato inidoneo alla mansione di cui non si conosce il numero (licenziato e/o sospeso), venga ricollocato all’interno dei P.S. a supporto dei box di ripristino che stanno partendo in via sperimentale nei maggiori P.S. della regione o come relativo servizio di accoglienza, o negli altri servizi che potrebbero rendere le aziende socie. Per quanto suddetto, la scrivente Organizzazione Sindacale, chiede al Presidente della VI Commissione di sottoscrivere una Risoluzione Parlamentare che impegni il Governo e l’Assemblea Regionale Siciliana a formulare, tramite un atto di indirizzo politico, una legge che sia a difesa e a supporto della categoria degli Autisti Soccorritori della S.E.U.S. S.C.p.A., nonché a garanzia del diritto fondamentale della salvaguardia della salute del popolo siciliano.”

 

Il sindacato Fials ha inoltre partecipato all’incontro in audizione tenutosi presso la VI Commissione Sanità. Nella stessa si è discusso del destino di 10 dipendenti autisti/soccorritori, sugli stessi si è deciso che verranno ricollocati presso le rispettive Aziende Sanitarie cui fanno riferimento.

Tuttavia FIALS ha posto una veduta più ampia, rispetto alla visuale di un problema circoscritto a dieci dipendenti, più tosto che ad un mero dramma in evoluzione, annunciando che, a tal proposito ha provveduto ad effettuare uno studio tramite una relazione specifica (che noi abbiamo pubblicato per intero) che ha chiesto di allegare agli atti della Sede Regionale.

 

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Redazione

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