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Simone Toscano “Bisogna sorridere al mondo”

Dalla cronaca nera al sogno. Il cronista Mediaset Simone Toscano ha pubblicato il romanzo Il Creasogni, un libro pieno di speranza che sarà presentato a Catania il 16 maggio alle 18:00 alla libreria Feltrinelli. Giorno 17 sarà la volta di Messina (11:30 Feltrinelli) e di Palermo (19:00 EasyReader).

Che libro è Il Creasogni?
«Io lo definisco una favola per grandi, perché è un romanzo di crescita e di riscoperta dei valori, soprattutto quelli più semplici della vita e che vedevamo più chiaramente quando eravamo bambini e che col passare degli anni, il lavoro e i vari problemi abbiamo perso di vista, assumendo uno sguardo più disincantato. È un romanzo che permetta di ritornare a guardare il mondo con uno sguardo un po’ “magico”, che non vuole essere distaccato dalla realtà, ma pur sempre restando pratico vuole tenere a mente e nel cuore i valori veri, che ci fanno apprezzare la vita».1430319236_10504969_843952259013458_5648320129844920239_o

Questo voler tornare a guardare il mondo in modo meno cinico e più “magico” è dipeso del lavoro come cronista e quindi dal confronto continuo con episodi duri?
«Sì, ovviamente anche da questo. Il romanzo nasce da due esigenze: una è personale, alla fine di una lunga storia d’amore mi ero rimesso in gioco e cercavo di capire se l’essermi buttato a capofitto negli impegni di lavoro mi aveva fatto perdere di vista le cose veramente importanti. Mi sono reso conto che l’essere sognatori (uno dei motivi di rottura della storia) è in realtà un valore importante e lo avevo perso di vista preso dai miei impegni materialisti. Scrivendo inoltre entra tantissimo il mio lavoro. Occupandomi di cronaca sono costantemente a contatto con il “male”, quindi con gli aspetti più crudi della società. Quando si raccontano episodi di scomparse ti rendi conto di quanto c’è bisogno di raccontare e di apprezzare il “bene”. Senti l’esigenza di raccontare la speranza perché anche nelle storie che raccontiamo come cronisti bisogna comunque riuscire a vederla, perché può dare un nuovo stimolo per aiutare altre persone. Raccontare delle storie crude deve anche far capire quanto c’è bisogno del “bene”».

Quanto influisce il tuo lavoro e il raffronto col “male” in Simone Toscano l’uomo?
«È una prova continua. È un qualcosa che fa male ma che ti permette di rimanere sempre umano. Davanti alle storie che raccontiamo si può reagire in due modi: o diventando cinici per non farsi contaminare dal dolore o si può mantenere uno spicchio di umanità, indossando una corazza ma con una parte del corpo sempre scoperta. Anche perché il dolore che si prova permette di raccontare una storia con umanità, cercando di non cadere in errori di volgarità o di troppa crudezza. Mettersi nei panni di un genitore a cui è morto un figlio ti permette di evitare delle parole che a quella persona potrebbero fare male o di non fare domande stupide del tipo “come si sente?”». hqdefault

Hai in mente altri progetti come scrittore?
«Sì, ho in mente due o tre cose. Uno riguarda l’esigenza di raccontare le storie e soprattutto le persone che incontro quotidianamente come cronista. Un altro progetto che mi è molto a cuore riguarda la biografia su una mia amica, una ragazza che ha superato un brutto male con delle conseguenze fisiche ed emotive e nonostante ciò è la persona che conosco che esprime maggiore voglia di vivere. Mi piacerebbe raccontare di lei perché penso possa essere un esempio positivo. In un certo senso c’è un filo conduttore, che è quello di sorridere al mondo anche nei momenti più difficili, perché così il mondo ti sorriderà».

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Redazione

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