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Sigep Rimini 2019, concorso nazionale di pasticceria. Sotto i riflettori, due città siciliane

Tra i dodici sfidanti italiani, tre acesi e un ragusano

Quella che si prospetta tra qualche giorno al Sigep di Rimini, dal 19 al 23 gennaio – salone che ospiterà diverse manifestazioni dedicate alla pasticceria, gelateria, panificazione artigianale e caffè – sarà una competizione che mette la pasticceria regionale siciliana al centro della scena al concorso nazionale.

Due saranno le categorie in gara: seniors e juniores. A sfidarsi a suon di zucchero, colori ed estro saranno dodici pasticceri italiani. A fare da padrone della nostra pasticceria regionale, saranno due città siciliane. Acireale e Ragusa. Due infatti sono gli acesi, Salvatore Coco e Demetrio Ricciardi tra i cinque facente parte della categoria juniores. L’acese Charly Di Vita e il ragusano Gianluca Cavallo, tra i sette della categoria senior.

La giuria è composta da 5 componenti della federazione Conpait (Confederazione Pasticceri Italiana) tra cui Peppe Leotta Presidente dell’Associazione Conpait per la regione Sicilia, e 5 Accademici Maestri Pasticceri Italiani (AMPI) dove spicca il nome di Stefano Laghi, docente Scuola di cucina Cat Alimenti. Il tema concordato da regolamento per questo evento e sul quale dovranno disputarsi i pasticceri, sarà “l’arte”. In una gara a tempo, con faretti e telecamere puntate addosso, oltre l’emozione pressante di un foltissimo pubblico, i pasticceri dovranno riuscire a mantenere nervi saldi e massima concentrazione su un progetto impeccabile dove non è ammesso il minimo errore.

Sul bancone di una giuria severa, saranno tre i pezzi da presentare: una crostatina (che presenteranno tutti) e poi a scelta un dessert al piatto più una scultura al cioccolato e una scultura di zucchero più monoporzione. Per cogliere meglio l’emozione di questi momenti e capire quanta preparazione si nasconde dietro, si sono raccontati per noi i due siciliani della categoria senior Charly di Vita e Gianluca Cavallo.

L’intervista a Charly Di Vita (Acireale)

Raccontaci qualcosa di te.

“Sono originario di Palermo e quindi acese di adozione. Ho 37 anni. Ho concluso il corso dei miei studi alle medie e ho iniziato a lavorare da giovanissimo presso laboratorio di panificio.”

Ricordi qual è stato il momento in cui hai capito che la pasticceria sarebbe diventata il tuo futuro?

“Sì. Agli inizia lavoravo nel laboratorio di un panificio dove ogni tanto veniva un pasticcere che preparava dolci. Iniziai ad aiutarlo e fu lì che capì che quella era la strada che avrei voluto percorrere”.

Hai mai pensato di aprire un’attività tutta tua?

“No. Ho sempre preferito girare come consulente presso locali e laboratori. Anche per cambiare”.

Cosa pensi del Salone Internazionale del dolce al Sigep di Rimini?

“Che è la più bella fiera che esiste per il nostro settore. È una importantissima vetrina dove, che tu vinca o perda, vieni messo comunque in mostra.

Lo sai che tra i 7 seniors, due siete siciliani?

“Sì, certo. Peraltro è un mio carissimo amico”.

Avverti il peso della concorrenza o sei concentrato sul tuo progetto?

“No. Non c’è tempo di rendersi conto della concorrenza. Penso solo a quello che devo fare”.

In fase di competizione, quando si prepara un dolce, ci si concentra più sull’aspetto esteriore o bisogna puntare anche al palato?

“Prima comprano gli occhi e poi il gusto! In fase di competizione bisogna fare attenzione ad entrambi gli aspetti. Deve essere tutto in perfetto equilibrio: gli assaggi, il taglio, gli accostamenti, i bilanciamenti”.

Ci puoi dare qualche anticipazione sul progetto che presenterai?

“Punterò sulla semplicità. I colori saranno sobri. Punto tutto sull’effetto sorpresa”.

Pensi di vincere?

“Spero di sì. Ci sono mesi di preparazione dietro e in questi ultimi periodi si fanno spesso anche le ore piccole, perché non si smette mai di allenarsi”.

Qual è l’oggetto portafortuna che hai messo in valigia?

“Non è in valigia. Ce l’ho nel portafogli ed è la foto delle mie figlie”.

L’intervista a Gianluca Cavallo (Ragusa)

Raccontaci qualcosa di te

“Sono originario di Santa Croce Camerina, ho 43 anni e vivo a Ragusa. Ho finito gli studi alle medie e ho iniziato a lavorare subito presso un biscottificio”.

Ricordi qual è stato il momento in cui hai capito che la pasticceria sarebbe diventata il tuo futuro?

“Sì. Quando inizia a capire che più dolci avrei venduto e più avrei guadagnato. Il dolce che mi è piaciuto di più da sempre è la mousse. Il massimo della precisione e della perfezione”.

Hai mai pensato di aprire un’attività tutta tua?

“Assolutamente sì. Sono infatti titolare di una pasticceria a Ragusa. Il mio cavallo di battaglia è la torta regina che in tanti cercano di imitare e che nessuno riesce ancora a fare. Nasce dalla selezione e combinazione di diversi componenti dolciari che ho creato io. E ancora oggi è molto richiesta”.

Cosa pensi del Salone Internazionale del dolce al Sigep di Rimini?

“Che è un ottimo trampolino di lancio a livello soprattutto professionale. C’è sicuramente tantissima competizione, anche se poi lì davanti siamo tutti gli stessi. Ci confrontiamo molto e si cresce anche in questo modo”.

Lo sai che tra i sette seniors, due siete siciliani?

“Certo”.

Avverti il peso della concorrenza o sei concentrato su te stesso?

“Sono molto concentrato su me stesso”.

In fase di competizione, quando si prepara un dolce, ci si concentra più sull’aspetto esteriore o bisogna puntare anche al palato?

“Bisogna puntare al palato. L’aspetto viene dopo”.

Ci puoi dare qualche anticipazione sul piatto che presenti?

“Io presenterò la scultura in zucchero, più una monoporzione in mousse che sarà al 50% di cioccolato in cui si deve sentire anche il caffè”.

Pensi di vincere?

“Ma io lo spero. È difficile ma mi impegno. Me la gioco”.

Qual è l’oggetto portafortuna che hai messo in valigia?

“Il mio portafortuna c’è l’ho in cielo. Sono i miei genitori che mi hanno seguito in tutto quello che ho fatto e che oggi mi guardano da lassù”.

Tutto pronto dunque per queste giornate all’insegna di forti emozioni, trepidazione e massima concentrazione per aggiudicarsi il titolo nazionale del pasticcere italiano. La nostra speranza ovviamente è che sia uno dei nostri siciliani. Il nostro augurio è di ritrovarcelo magari, nella prossima squadra di pasticceri che concorrerà il titolo dei mondiali a Lione. Come la squadra italiana che nel 2015 vinse dopo 20 anni, la coppa del mondo di pasticceria, superando l’avversaria Giappone.

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