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SIDRA e crisi idrica. Catania come Nairobi

Malerba: "Pago le bollette ma sono costretto a lavarmi a casa di altri"

SIDRA non riesce ancora a servire l’acqua in diversi quartieri di Catania. Massimo Malerba, residente del centro storico, da giorni esprime sui social il proprio disagio condiviso da chi, da oltre un mese, vive nelle sue stesse condizioni.

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Da settimane, non un filo d’acqua versa dai rubinetti di intere zone della città. Facciamo il punto del problema.

«Hai presente la tortura cinese, quella della goccia? Ecco questa situazione con la Sidra. Ormai i cittadini passano il tempo ad aspettare che esca una goccia salvifica dal rubinetto. Ma… Aspetta e spera!».

Ma avete provato a contattare la SIDRA?

«Per contattare la SIDRA devi chiamare un numero verde da rete fissa, a pagamento dal cellulare. Che costa praticamente quasi più della bolletta dell’acqua che non arriva. Prima ti risponde un registratore automatico che per qualche minuto ti dice quello che già sai, e cioè che manca l’acqua qui, lì e là. Ti spiega inoltre che c’è un guasto alle elettropompe e nemmeno lo voglio sapere che cosa sono queste elettropompe. A me interessa che arrivi l’acqua perché pago le bollette. Io non lo so cosa si deve fare, ma ditemi: se c’è bisogno facciamo una colletta. In più, sempre il messaggio automatico dice che i disservizi sono dovuti a distacchi della corrente elettrica da parte del gestore che, se capisco bene è l’Enel che taglia la luce all’acqua. E siamo alla follia! Non sarà che la SIDRA non paga le bollette?».

L’on. Santi Cappellani (M5S) ha presentato un accesso agli atti per accertare proprio questo.

«Ma spero che questa iniziativa dia delle risposte perché finalmente potrò fare la doccia».

Ecco infatti. Come fai a lavarti adesso?

«Per fortuna c’è qualche amico o parente paziente che mi da la possibilità di fare una doccia. Ma ti pare normale? Anche perché a un certo punto finiscono gli amici e i parenti. Ormai sono diventato il loro terrore! E basta, non se ne può più».

La SIDRA in tutto, e in concreto, cosa sta facendo?

«Credimi: non lo so. Sarà a cercare qualche elettropompa. Quello che so è che se la SIDRA non riesce a garantire il servizio, lo dica chiaramente! E ci tengo a dire una cosa. Il management dovrebbe prendere atto della sua incapacità non solo a garantire il servizio, ma anche a dare risposte chiare e trasparenti su questa vicenda che è ormai diventata una barzelletta».

Poi in piena estate con questo caldo senza precedenti questo è un altro bel problema a parte il disagio ai cittadini…

«Stanno causando danni enormi anche a molte piccole strutture ricettive, ai B&B, per non parlare dell’immagine della città. Non oso immaginare che cosa penseranno i turisti che mentre si fanno la doccia rimangono senza acqua. Si chiederà: “Ma sono a Catania o a Nairobi?”. Aggiungo però che, al di là delle responsabilità del management, va fatto un plauso ai lavoratori della SIDRA che si stanno facendo in quattro per cercare di porre rimedio a questa situazione».

Oltre alle ripercussioni di ordine pratico, quali altri effetti sta producendo ha questa crisi idrica?

«Ma quale crisi idrica? Chiamiamola col suo nome: questa è un’interruzione del servizio pubblico. Mi auguro che a questo punto tutti i soggetti competenti possano intervenire per risolvere questa situazione che sta diventando un vero e proprio problema sociale».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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