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Sicurezza, Catania in mano alla criminalità

Sono dure le parole del procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro, espresse nel corso di un’intervista per il “Corriere della Sera” in tema di sicurezza.

La situazione nelle zone della Movida, ma non solo, è chiara: la criminalità sembrerebbe padrona della città, determinando scarse condizioni di sicurezza. L’allarme del procuratore capo richiama l’attenzione su Catania, dopo gli spiacevoli episodi consumati qualche settimana fa: il presunto stupro di una cittadina statunitense e l’accoltellamento di un turista.

«Vi sono quartieri di Catania intensamente popolati e degradati, non soltanto periferici ma anche nel centro storico. Qui proliferano piazze di spaccio controllate da gruppi direttamente o indirettamente collegati con sodalizi mafiosi. Quest’ultimi gestiscono sulle pubbliche strade i loro traffici di sostanze stupefacenti condizionando la vita e le abitudini di quei quartieri. Reclutano, inoltre, a man bassa manovalanza anche la popolazione più giovane», dichiara Zuccaro.

Mezzi inadeguati per fronteggiare la criminalità

Ad ampliare i disagi in materia di sicurezza è la scarsezza di mezzi e risorse.

«L’opinione pubblica percepisce un livello di sicurezza piuttosto basso e purtroppo tale percezione corrisponde alla situazione effettiva, come recenti gravi episodi di cronaca nera confermano. Per quanto concerne la carenza di mezzi, basti pensare che il sistema di videosorveglianza pubblica a Catania è gravemente inefficiente e nonostante il previsto stanziamento di rilevanti risorse finanziarie si tarda ancora a concretizzare un piano efficiente di messa in opera di tale sistema», prosegue.

Al momento sono attivi sul territorio i militari dell’Esercito, al fine di presediare i luoghi più vulnerabili contro gli attacchi terroristici. Ma, come anticipato da procuratore capo Zuccaro, non si esclude che il lavoro dei militari possa integrarsi con quello del personale della Polizia per un controllo più “dinamico”.

E.G.

 

 

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Redazione

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