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Piccoli immigrati: migliaia di arrivi ma in Sicilia è impossibile prenderli in affido

Sicilia – Quale tutela per i minori non accompagnati prevede la Regione Siciliana?

Negli ultimi giorni gli arrivi di migranti nelle coste siciliane hanno assunto le sembianze di un vero e proprio esodo; complice il bel tempo, il numero di sbarchi tenderà ad aumentare inesorabilmente. Il dato però che emerge e su cui bisogna porre attenzione è che negli ultimi arrivi il numero di minori non accompagnati è in forte crescita.

Solo qualche anno fa Crocetta lanciava un appello che qui riportiamo: AGI) – Palermo, 10 ott. 2011- “Vogliamo risolvere il problema dei 41 minori del campo di concentramento di Lampedusa. Stiamo pensando anche a dei provvedimenti di affidamenti familiari.
Anzi lancio un invito ai siciliani affinche’ chiedano l’affidamento di questi bambini: puo’ esser un atto di grande civilta’”.  “Ricordo -aggiunge – che anche i single possono chiederlo. Entro domani vogliamo che i bambini di Lampedusa lascino il campo e abbiano una famiglia vera che si prenda cura di loro. Dobbiamo individuare una soluzione immediata”. “Presto faremo una giunta a
Lampedusa, anzi spero di tornare anche prima perche’ il sindaco sta affrontando un’emergenza gravissima. Ci saranno oltre 300, forse 350 bare: non si può lasciare quella comunità da sola”. (AGI).

Ma quale seguito ha avuto quest’appello?

In realtà esiste già una legge, la  184 /1983 che disciplina in materia di accoglienza per minori, e c’è anche una più recente direttiva interassesoriale, la n.320/410 del 17.02.2005, la quale prevede che per ciascun affidamento eterofamiliare venga erogato, se richiesto, un contributo mensile alle famiglie affidatarie, indipendentemente dal reddito posseduto, rapportabile ad una quota pari almeno a € 400,00 da ridefinire annualmente in base alle variazioni ISTAT sul costo della vita.

Questo potrebbe significare per questi minori, la possibilità di essere accolti in un ambiente familiare che favorisca così la loro integrazione, ma la direttiva non decolla. Tra le mille difficoltà se qualora si volesse accedervi, di fatto nei comuni isolani non vi è traccia. Nemmeno Crocetta fa più appelli in merito, nonostante l’emergenza. Sul sito della Regione Siciliana si pubblicizza invece questa nota:

“Con l’obiettivo di far fronte al massiccio afflusso migratorio, che ha ormai superato il carattere della “emergenzialità” ed assunto connotati di persistenza strutturale, il ministero dell’Interno in passato ha già realizzato interventi finalizzati all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA).Tali interventi si inseriscono in un sistema di accoglienza articolato su due livelli: la prima e la seconda accoglienza. Questi livelli si pongono tra loro in una stretta correlazione sinergica, rappresentando due diversi passaggi, funzionalmente collegati e interdipendenti, di uno stesso percorso.
Prende avvio la fase di selezione delle proposte progettuali provenienti dal territorio per la realizzazione di interventi a sostegno del sistema nazionale di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati attraverso la qualificazione della prima accoglienza e il potenziamento della capacità ricettiva del sistema di seconda accoglienza.
In particolare saranno pubblicati, a valere sull’Obiettivo Specifico 1 Asilo – Obiettivo nazionale 1 Accoglienza/Asilo, con una dotazione complessiva di euro € 162.091.800,00 i seguenti avvisi: Qualificazione del sistema nazionale di prima accoglienza dei Minori Stranieri non Accompagnati (MSNA) – con dotazione di € 51.138.000,00.
Potenziamento della capacità ricettiva del sistema di seconda accoglienza dei Minori Stranieri non Accompagnati (MSNA) – con dotazione di € 110.953.800,00“.

Si stanziano quindi, fondi per ciò che il presidente Crocetta, nel suo appello, definisce campi di concentramento? Forse perché in Italia e soprattutto in Sicilia non si riescono a gestire le identificazioni? d’altronde come si fa a dare in affido un minore di cui non si conosce l’anagrafica?

Domande che al momento non hanno risposta ed alle quali neanche la ricerca di informazioni sul web può rispondere.  Il problema è noto da tempo ma nessun Paese Europeo ha ancora messo in piedi una cabina di regia quanto meno per comprendere il fenomeno. Non è neppure chiaro come funzioni l’apparato dell’immigrazione clandestina per il trasporto dei minori, ma si  legge, per esempio, che gli immigrati in età adolescenziale ricevono indicazioni precise, già prima di essere imbarcati, sul non fornire le proprie generalità all’arrivo in Europa, su dove andare quando fuggono dai Centri di accoglienza ed a chi rivolgersi. Ed ancora, secondo quanto si legge, i minori, una volta fatte perdere le loro tracce, in parte raggiungerebbero parenti o conoscenti già stabilizzati in Europa ed alcuni di questi finiscono tra le maglie del lavoro nero o dell’accattonaggio o peggio ancora nel giro dello sfruttamento sessuale, e questo è un campo assai poco noto all’opinione pubblica, per lo scarso risalto che se ne da sui media.

Già da tempo l’Inghilterra adotta il sistema dell’affidamento di minori immigrati ed anche in alcune regioni d’Italia, con tutte le difficoltà, si tenta di seguirne l’esempio. In Sicilia attendiamo la svolta, intanto il silenzio di questi innocenti urla da ogni angolo dell’isola.

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