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Sicilia: economia in leggera ripresa

Continua la ripresa dell'economia in Sicilia. Lo conferma l’analisi congiunturale dell’economia siciliana nel 2018 elaborata dal Servizio statistica e analisi economica della Regione e di cui l’Agi ha potuto prendere visione.

Lenta ma continua la ripresa dell’economia in Sicilia, che attraversa tutti i settori. Segnali positivi dell’agricoltura

La contrazione dei consumi privati che si attesta al -2,1% di media annua, ha avuto un ruolo centrale nel calo dell’attività economica. Ciò ha risentito della contrazione dell’occupazione (-1,6% l’anno), della battuta d’arresto del reddito disponibile e della contrazione del credito bancario erogato.

L’inversione del ciclo economico, avviatasi nel 2015, procede con le incertezze derivanti dalla gravità della caduta precedente.

Insieme alla contenuta dinamica dell’economia nazionale, dai vincoli di reddito che condizionano le decisioni di consumo e dai limiti strutturali che influenzano le attività produttive. Gli ultimi aggiornamenti sulla contabilità regionale ridefiniscono l’andamento di crescita del Pil siciliano a partire dal 2015. Il trend negativo si interrompe nel 2015 con una crescita del Pil dello 0,7%, che poi si indebolisce nel biennio successivo, mentre le previsioni per l’anno che si conclude sono lievemente migliori e orientate su un aumento.

La ripresa è stata sostenuta dalla domanda interna proveniente dalla spesa delle famiglie, cresciuta dello 0,9% in media negli ultimi 4 anni, e dagli investimenti (2,6%). Negativi l’andamento dei consumi della pubblica amministrazione. I segnali di ripresa sono riscontrabili in diversi indicatori congiunturali. La rilevazione del clima di fiducia dei consumatori, dati Istat, registra tendenze al rialzo dalla seconda meta’ del 2017, con un recupero migliore per il Sud rispetto al dato nazionale nei mesi più recenti. Positiva ripresa, in Sicilia e in Italia, del numero di immatricolazioni di nuove autovetture a partire dal 2014.
Positiva è la spinta alla crescita proveniente dalla domanda estera. A chiusura del 2017 le esportazioni dell’Isola fanno registrare una impennata complessiva del 30,4% a fronte di un +1,1% dell’Italia.

Negativi i dati provenienti dal mercato del lavoro. Dopo aver registrato un rallentamento della crescita nel 2017 (0,4% a fronte di 1,6% e 1,2% nel biennio precedente), il numero di occupati nei Servizi risulta in calo nel corso del 2018, riportando una variazione media di -2,3%, osservabile sia nel comparto del commercio (-4,6%) che in quello degli altri servizi (-1,2%).

Dopo anni di flessioni il sistema produttivo siciliano, a partire dal 2015, ha cominciato a dare segnali di ripresa, in termini di valore aggiunto.

Le stime per il 2018 delineano una variazione dello 0,8%. In particolare, l’agricoltura, dopo due anni di flessione della produzione, dovrebbe registrare un timido incremento (0,2%), nonostante gli effetti di una campagna agricola segnata dai fenomeni alluvionali. L’industria e’ il settore che fa registrare gli incrementi maggiori di valore aggiunto. Le stime danno una variazione dell’1,4% che, sommata a quelle degli ultimi tre anni, determinano un recupero di prodotto del 15,5%. Ancora in sofferenza il comparto delle costruzioni che ha avuto un anno di risveglio nel 2015, ma ha poi continuato a mostrare variazioni negative. Previsto un dato positivo a fine 2018.

Nel 2017 il tessuto imprenditoriale regionale ha registrato una crescita per la prima volta dal 2007 (0,8%), manifestando una tendenza che permane nell’anno in corso. Alla fine del III trimestre le imprese attive nei servizi sono oltre 217 mila, in crescita dello 0,5% su base annua. Dinamica favorevole per le imprese di alloggio e ristorazione, passate da 13 mila a 25 mila nel corso di un decennio, a fronte di una contrazione di circa 11 mila unita’ nel commercio e di 2 mila nei trasporti. Nel quadro dei servizi e’ da segnalare il buon andamento della ricettività turistica nel 2017, che ha fatto registrare 14,7 milioni di presenze, equamente divisi fra italiani e stranieri, con un aumento del 7,3% rispetto al 2016. I dati, ancora provvisori, riferiti al primo semestre del 2018 indicano pero’ un notevole rallentamento della crescita dei flussi in arrivo (+0,3%).

Fonte: tp24.it

M.L.C.

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Redazione

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