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Sicilia denuclearizzata, l’appello di Free Green Sicilia ai candidati alle regionali 2017

Free Green Sicilia, visto il rischio di una non più impossibile  guerra nucleare che devasterebbe il mondo  intero e che sta  impegnando  anche Papa Francesco che ha organizzato per il 10 novembre al Vaticano  una conferenza mondiale con i vertici dell’ONU, della NATO e con undici premi nobel, fa appello alle coscienze dei  candidati alla Presidenza della Regione affinchè pubblicamente si impegnino,  nel caso fossero eletti , a dichiarare unilateralmente la Sicilia, isola in mezzo al mediterraneo, Regione denuclearizzata chiedendo alla Nato, visto che l’Italia non ha proprie  bombe nucleari, di  disarmare le basi presenti  in Sicilia dalle  armi nucleari, se queste ne fossero provvisti. Esempio, forse unico al mondo, che la Sicilia potrebbe dare coinvolgendo le altre regioni italiane dove vi sono basi NATO con 70 bombe atomiche (sarebbero, dati 2015, 50 ad Aviano , Pordenone,  e 20 a Ghedi, nel bresciano).

Da diverse voci contrastanti si è avuta la notizia, mai confermata né smentita dalla NATO, che nelle basi americane di Sigonella e Augusta vi potessero essere dislocate armi di distruzione di massa come le bome atomiche che potrebbero essere trasportate da aerei, navi e sommergibili esistenti in tali basi.

A preoccupare è anche la notizia apparsa nel 2015 di una costruzione – imposto dalla NATO  e dal Ministro della difesa senza alcun dibattito parlamentare e pubblico – di una base per droni militari e di  un sistema satellitare indispensabile per gli attacchi dei velivoli teleguidati nelle vicinanze della base aeronavale di Sigonella, ovvero aerei killer silenziosi e implacabili senza piloti telecomandati a distanza anche da migliaia di kilometri  che potrebbero anche trasportare armi nucleari per lunghe distanze.

Ricordiamo, anche perché volutamente dimenticato, il siciliano Giovanni Lo Porto, cooperante umanitario e blogger, ucciso in Pakistan da un drone assieme ad altri civili perché scambiati da terroristi da militari americani che a migliaia di distanza su un monitor manovravano il drone, così come tanti altre stragi chiamate cinicamente ‘danni collaterali’ .

Alla militarizzazione della Sicilia non possiamo che aggiungere la base radar di Niscemi, MUOS, peraltro costruita in una riserva naturale protetta e senza ascoltare i siciliani come si addice ad una democrazia, che tante proteste a provocato e continua a provocare da parte dei cittadini vicini e non, a tale base in quanto giustamente più che preocupati per i rischi alla loro salute e a quella dei loro figli per le radiazioni che produrrebbero gli enormi  radar militari e per essere un possibile bersaglio da parte di estremisti ed in caso di un conflitto militare con altri paesi vicini e lontani.

immagine in evidenza di repertorio

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Redazione

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