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Sicilia: 1 donna su 5 lavora, dal 2008 scomparse 10.800 aziende artigiane

“A fronte di alcuni timidi segnali di arresto della caduta dell’economia del paese la crisi italiana è  la crisi del mezzogiorno.” Commenta così Andrea Milazzo direttore della sede catanese del CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, rendendo noti alcuni dei numeri neri che caratterizzano la crisi economica isolana

  • gli occupati al Sud sono 5.970.000, il livello più basso dal 1977 anno di inizio delle serie storiche istat – nel Centro Nord, invece, sono 16.526.000;
  • il 70% del crollo occupazionale italiano di questi anni è concentrato nel Mezzogiorno;
  • dal 2008 ad oggi gli investimenti industriali sono calati del 59,30% quelli nelle costruzioni del 47,4%;
  • la povertà relativa è al 23,5% (il doppio rispetto a 6 anni fa);

“Tra le realtà meridionali, la Sicilia paga un prezzo altissimo, avvicinandosi ad una condizione di sottosviluppo permanente” sottolinea ancora Milazzo.

Infatti, nell’Isola:

  • la disoccupazione è salita al 22.3% contro la percentuale nazionale del 12,1%; quella giovanile è stabilmente sopra il 50%; e il tasso di occupazione è calato al 39% – il peggiore tra tutte le regioni europee.
  • Solo 1 donna siciliana su 5 ha un’occupazione;
  • il 41,8% delle famiglie è a rischio povertà;
  • il Pil pro capite è pari a 16.500 €,  – nel Centro Nord, invece, è pari  a 31.700 €.

Questi i dati sull’occupazione cui si accostano parallelamente i numeri in negativo che riguardano le aziende.

In Italia: dall’inizio della crisi – fa sapere il CNA – in Italia il numero delle imprese artigiane è crollato di  116.000 unità -7,9%. I comparti più sofferenti sono quelli dell’edilizia con – 65.455 imprese e quello dei trasporti che segna – 16.699. Non sono da meno le attività manifatturiere, in particolar modo le imprese metal meccaniche, – 12.556 per i prodotti in metallo e – 4.125 per i macchinari e gli artigiani del legno – 8.076 fino a diventare – 11.692 considerando anche i produttori di mobili.

imprese

Le regioni che hanno perso più aziende: sul lungo periodo, sono state le regioni del Sud ad aver «patito» le difficoltà maggiori: Sardegna – 14,1%; Abruzzo – 12%; Basilicata e Sicilia entrambe – 11,1.
In otto anni nel comparto di competenza CNA si sono perse in  Sicilia 10.800 aziende artigiane.  A Catania  2.742

In positivo solo il comparto food – gelaterie, rosticcerie, ambulanti del cibo da strada +3.290; le imprese di pulizia e di giardinaggio + 11.370 e i servizi alle persone  – parrucchieri ed estetisti +2.180.

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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