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Primo PianoPsiche e Società

Siamo in continuo apprendimento

Apprendimento.Molte volte associamo la parola apprendimento a quello scolastico, per fortuna non è così. Siamo in continuo apprendimento, per questo la nostra scuola non è solo quella ufficiale, bensì la nostra intera vita.

Uno dei classici modi in cui apprendiamo è per prove ed errori, il così detto “Problem solving” ovvero i nostri sbagli servono ad attuare una più efficace soluzione.

Un esempio è cucinare, con l’esperienza sappiamo che mettere il sale nelle patate troppo presto è come non metterglielo e tanti altri trucchetti del mestiere; o ancora il percorso stradale per raggiungere un determinato luogo, se ci perdiamo la prossima volta sapremo che strada non imboccare.

L’esperienza è il nostro asso nella manica, ma per poterlo usare ne dobbiamo avere la consapevolezza.

Consapevolezza non solo di quello che sappiamo, ma anche di quello che non sappiamo. Questo non significare giudicare severamente le nostre lacune, ma chiederci perché le abbiamo. Non possiamo sapere tutto di tutto, sappiamo o ci mettiamo alla prova su quello su cui siamo portati o ci piace. In questo procedimento è facile giudicarsi, credere che non siamo abbastanza le nostre competenze troppo superficiali e per questo insufficienti.

Molte volte il giudizio che abbiamo verso di noi stessi, ci impedisce di vedere il nostro bisogno, il perché siamo così. Capendo e accettando i nostri sbagli, siamo liberi di imparare da essi e trovare allo stesso tempo, quello che ci rende particolari, ci distingue dagli altri, cogliendo in ciò il vantaggio per noi.

Per esempio, sono lenta a camminare e questo posso fatto lo posso vedere da due punti di vista: il primo potrei sforzarmi e camminare più velocemente, per stare al passo con gli altri, andare a correre o allenarmi e prendermela con me stessa.

La seconda, accettare che sono lenta, ma chiedermi il perché di questa lentezza, la risposta è osservare cosa succede intorno a me, godermi il panorama e anche far rallentare chi è più veloce per me, fare in modo che gli altri mi accettano per come sono, anche se sono lenta.

C’è anche una terza opzione, consiste nell’integrare le due recedenti inserendo l’autocritica, l’esercizio fisico è utile, ma lo farei per un mio bisogno di essere in forma. Questo lavoro non è semplice, poiché l’accettazione l’acquisiamo con esercizio tanta pazienza e volontà di apprendere da noi stessi cercando di non giudicarci troppo aspramente.

Difficile, se serve io come i miei colleghi psicologi psicoterapeuti siamo a disposizione.

 

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