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Si muore più di femminicidio che di mafia

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In Italia è una data ancora poco conosciuta. Così come anche il fenomeno agghiacciante del femminicidio: se ne parla molto, si sa poco che cos’è e come nasce. Sono 179 i femminicidi registrati nel 2013. Un anno nero, con la più elevata percentuale di donne tra le vittime di omicidio mai registrata in Italia, in pratica una ogni due giorni. Rispetto alle 157 del 2012, le donne ammazzate lo scorso anno sono aumentate del 14%. I dati sono contenuti nel secondo rapporto Eures sul femminicidio in Italia. Aumentano i casi avvenuti in ambito familiare, che passano da 105 a 122 (+16%), così come pure nei contesti di prossimità, rapporti di vicinato, amicizia o lavoro, da 14 a 22. Rientrano nel computo anche le donne uccise dalla criminalità, 28 lo scorso anno: in particolare si tratta di omicidi a seguito di rapina, dei quali sono vittima soprattutto donne anziane. In 7 casi su 10 (68,2%, pari a 122 in valori assoluti), i femminicidi si sono consumati all’interno del contesto familiare, una costante nell’interno periodo 2000-2013 (70,5%).

Per parlarne e sensibilizzare, in tutte le città sono stati organizzati eventi e convegni. Alle 15,30, al Cortile Platamone, il comune di Catania apre i lavori di un convegno contro la violenza con il coinvolgimento della Rete Antiviolenza del Distretto Socio Sanitario D16 e l’associazione Thamaia.Dalle 16, alle 20, spazio creativo in Piazza Stesicoro, realizzato dalle associazioni Anpi, Sen, Thamaia, Arcigay Catania Queerevolution, Le Voltapagina, Snoq, Sham Officine, Cooperativa Sociale Futuro Prossimo, Open Mind, Udi, Amnesty International, Rita Atria, Casablanca e la Ragna- tela. Alle 20,30, serata di solidarietà al Teatro Massimo con “Contro il vento della Violenza”, organizzata da Demetra Onlus.

Alle 18, ad Acireale in piazza Duomo, flash mob per ricordare tutte le donne vittime di violenza.

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Redazione

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