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Politica

Sgombero di via Furnari, le proposte di Catania Bene Comune

Lo sgombero del palazzo privato di via Furnari, svolto in maniera inutilmente violenta, con uno sproporzionato utilizzo della forza pubblica, accende nuovamente i riflettori sull’emergenza abitativa che vive la città di Catania.

“Negli ultimi mesi il Comune di Catania lavora inspiegabilmente ad accrescere tale emergenza svolgendo sgomberi, di dubbia opportunità, senza determinare in anticipo la soluzione abitativa per le famiglie sgomberate. Sono una ventina le famiglie senza reddito che, sgomberate da via Furnari, non hanno possibilità di trovare autonomamente soluzioni abitative.

Catania Bene Comune dal 2014 segue la vicenda di via Furnari e si batte, accanto alle famiglie, per difendere il loro diritto alla casa. Dall’agosto 2014 si chiede al Comune di trovare alloggi differenti da quelli di via Furnari utili a ospitare a tempo indeterminato le famiglie. Era questa la condizione posta dagli abitanti per lasciare il palazzo. Il Comune ha avuto quasi due anni di tempo per gestire nel migliore dei modi la situazione ma ha preferito l’utilizzo della forza.

In questo contesto le parole del vicesindaco Marco Consoli in merito alla vicenda appaiono come una presa in giro. Se l’attenzione a via Furnari e lo sforzo di trovare alloggi popolari fosse stata reale doveva concretizzarsi nei due anni intercorsi tra l’emissione dell’ordinanza di sgombero e lo sgombero effettivo. Si potevano trovare le case e accompagnare le famiglie da un immobile a un altro senza alcun pericolo, trauma, utilizzo delle forze dell’ordine.

Catania Bene Comune lancia tre proposte concrete per tentare di risolvere l’emergenza abitativa:

1) Il Comune stipuli accordi o confischi gli appartamenti vuoti di proprietà pubblica (Provincia, Regione, Ministeri, Ospedali, aziende partecipate) e li destini, anche con forme di autorecupero in sinergia con gli assegnatari, all’emergenza abitativa. La Curia si faccia carico, come già fa con il lavoro della Caritas, dell’emergenza casa e apra gli immobili di sua proprietà attualmente in disuso.

2) L’Amministrazione destini l’intera somma versata dall’Istituto Autonomo Case Popolari, per tasse non pagate negli anni scorsi, all’emergenza abitativa. L’Assessore Girlando ha dichiarato che il Comune di Catania nei prossimi anni riceverà dallo IACP circa 10milioni di euro. Queste somme vengano stanziate per gli alloggi popolari.

3) Riguardo il bonus casa da 250euro fornito dal Comune alle famiglie in difficoltà, è purtroppo sotto gli occhi di tutto l’inefficacia dello strumento. Sono infatti pochi i proprietari di immobili che acconsentono a stipulare contratti d’affitto a persone assistite col buono casa. Proponiamo che l’Ufficio Casa del Comune di Catania crei un proprio elenco di immobili e proprietari disponibili immediatamente a tale formula di affitto, magari incentivata con sgravi fiscali, in modo che non siano le persone senza casa a dover mendicare un contratto d’affitto ma sia direttamente l’amministrazione a fornire, per almeno due anni, una soluzione abitativa con canone agevolato coperto dal buono casa.

Catania Bene Comune sarà oggi presente al Consiglio Comunale straordinario indetto proprio per discutere dell’emergenza casa a Catania.”

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Redazione

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