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Nera

Sfruttati nei b&b a 3 euro l’ora

Giro di vite sulle strutture ricettive a conduzione familiare. Hanno riunito le forze, gli uomini dei Commissariato Nesima e Borgo Ognina, per affrontare un nuovo servizio di controllo del territorio su larga scala che ha preso in esame diverse fenomenologie di illeciti, sempre più presenti nel territorio etneo.

Nei giorni scorsi, infatti, sono state controllate diverse strutture ricettive, a carattere imprenditoriale e/o familiare, la cui conduzione, in molti casi, non è risultata in linea con le norme di Pubblica Sicurezza o con quelle tributarie e fiscali.

Un caso emblematico, quello di un bed and breakfast del centro storico nel quale, nonostante fosse stata autorizzata l’attività di affitto di quattro camere, erano, invece, disponibili sei alloggi, tanto da consentire al titolare di pubblicizzare il proprio esercizio come “albergo”.

Oltre all’evasione fiscale – e all’abusiva conduzione dell’esercizio stesso – durante i controlli è emersa anche la presenza di una lavoratrice priva di contratto di lavoro (e quindi priva delle più elementari garanzie di legge quali, per esempio, il diritto al giorno di riposo settimanale), che percepiva una paga di appena 2,65 euro l’ora. Immancabili, sono state riscontrate anche criticità in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. La lunga serie di rilievi a carico del titolare, comprende la denuncia in stato di libertà per il reato di cui all’art. 603 bis codice penale, che punisce lo sfruttamento dello stato di bisogno del lavoratore, la segnalazione all’Asp Spresal, per la violazione delle norme in materia di salubrità e sicurezza sui luoghi di lavoro e la sanzione amministrativa di cui all’art. 9 Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza, che punisce l’inosservanza alle prescrizioni dell’autorità di P.S. e che prevede una sanzione pecuniaria sino a 3.098 euro. In totale, sono ben 15 le strutture ricettizie per le quali è stato accertata l’attività di affitto “in nero”.

Nell’ambito del medesimo servizio, è stata anche controllata la posizione di una donna che aveva affittato, da oltre dieci anni, un’intera palazzina “in nero”, con ciò eludendo completamente gli obblighi fiscali e di Pubblica Sicurezza: i contratti di affitto, infatti, vanno denunciati, entro le 48 ore, all’Autorità di P.S.

Sono seguiti controlli a detenuti domiciliari e agli arresti domiciliari ed è stata acclarata anche la sussistenza di un’indebita assegnazione di un alloggio popolare, subaffittato a una terza persona dal (non più) “legittimo” titolare che ne disponeva di un altro. La lotta all’illegalità diffusa sarà un obiettivo sempre più presente nell’attività della Polizia di Stato a Catania, un’attività che sarà organicamente strutturata con il coinvolgimento di tutti quegli attori sociali, Enti e Agenzie di controllo, allo scopo di garantire un maggior benessere e equità di trattamento a tutti i cittadini catanesi.

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Redazione

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