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Terremoto di Santo Stefano. Aumentano gli sfollati e continuano gli interventi di verifica dei Vigili del Fuoco

Aumenta di qualche decina il numero degli sfollati ed è ripresa l’attività sismica. Ma niente panico! Si tratta di scosse di lieve intensità. Continuano comunque gli interventi di verifica e messa in sicurezza dei Vigili del Fuoco.

Il 26 dicembre 2018 è una data che tutti ricorderanno. Fortunatamente non ci sono stati morti e feriti gravi e nella storia possiamo rimembrare terremoti catastrofici e di magnitudo più elevati. Fra i più recenti, quello del 1990 di 5.7 avvenuto ad Augusta e quello 5.6 con epicentro ad Ustica. Al di là di tutto, al di là delle case che sono andate distrutte, ciò che realmente ha portato via questo terremoto è la serenità.

Questo terremoto ha tolto ai catanesi la serenità di ritirarsi a casa dopo una giornata di lavoro, di cenare con i propri cari, di stare sul divano a guardare un film in pace e di poter andare a dormire senza pensare “Potrei morire nel prossimo terremoto”, “Non metto il pigiama così sono pronto a scappare”, oppure ancora “Ho paura di chiedere gli occhi”.

La scossa sismica del giorno di Santo Stefano ha causato un gran numero di sfollati che oggi conta 1.115 persone. Un numero di persone pari a 794 è ospitata da alberghi che hanno stabilito convenzioni con lo stato, gli altri 319 hanno provveduto a sistemazioni autonome presso parenti e amici o nuove abitazioni.

Dopo un paio di ore di tregua e di “silenzio sismico” alle porte del nuovo anno, in cui l’Etna ci ha fatto ben sperare, sono ricominciate le scosse. Da giorno 2 ad ora ne sono state registrate 7.

Tra le ultime una di un’ora fa di magnitudo 3.5 con epicentro a Ragalna, ma nessun allarmismo. Terremoti di questo tipo si verificano spesso e tutto l’anno in maniera ordinaria. Essendo fin troppo leggeri risultano impercettibili all’uomo e consentono un normale svolgimento della vita quotidiana.

Continuano nonostante tutto gli interventi di verifica e messa in sicurezza di edifici pubblici e privati, abitazioni, chiese e scuole.

Nonostante i 2.184 già controllati, continuano a salire fino a 5.796 le richieste di verifica degli edifici per l’edilizia privata. Nel bilancio si calcolano 551 case inagibili, 589 parzialmente inagibili e invece 1044 agibili.

Per quanto riguarda le strutture scolastiche, sono state controllate per il momento 60 scuole su 90. 42 sono risultate essere agibili, 14 parzialmente inagibili e 4 non agibili.

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