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A Settembre: Accabadora di Michela Murgia

Un viaggio in Sardegna accompagnati dalla meravigliosa penna di Michela Murgia in Accabadora

Questo mese vi portiamo in Sardegna con Accabadora (Einaudi, 2009) di Michela Murgia.

Un romanzo di grande potenza letteraria, capace di rendere il lettore parte integrante di un villaggio in Sardegna. Atmosfera di altri tempi eppure incredibilmente familiare.

Si tratta della relazione tra Maria e Tzia Bonaria che vivono come mamma e figlia, due caratteri ben definiti nel mistero che le circonda. Una bambina testarda e curiosa con tutto da imparare da quella sarta che le fa da madre, dal mestiere del cucire alle relazioni al rapporto sottile tra la vita e la morte.

Sono tanti i temi che lasciano un segno di riflessione profonda in Accabadora, come quello del significato della vita e il suo essere potente e fragile, la virilità e la guerra, la curiosità della giovinezza e la capacità nella vecchiezza di prendere le cose come sono eppure mai smettere di capirle.

Romanzo in cui si viene travolti da tutta quella potenza arcaica e misteriosa femminile, qualcosa di ancestrale che ti travolge e affascina con cui il mondo si confronta, ne ha paura e necessità perennemente in bilico tra religiosità e superstizione.

Estremamente interessante, anche se siamo nell’altra grande isola del mediterraneo, è che la figura della Accabadora (colei che finisce, dallo spagnolo acabar “finire”) è incredibilmente simile alla nostra Mavara, ma quelle serie, quelle di una volta, quelle donne perfettamente inserite nel tessuto sociale di un paese di cui spesso si ha un certo timore reverenziale ma che vengono chiamate in caso di bisogno, le consigliere e le nutrici, quelle figure arcaiche che portano su di se tutto il peso dei secoli delle donne che le hanno precedute e di cui non si sa se ne siano del tutto consapevoli.

L’incredibile talento della Murgia fa sì che il lettore rimanga come uno spettatore curioso che conosce via via ciò che succede pur lasciando il mistero delle stanze chiuse. Infatti, così come agli abitanti di una casa, anche chi legge resta fuori dalla porta chiusa senza sapere quale mistero si stia consumando al suo interno, eppure l’interesse e la voglia di andare avanti nella lettura diventa quasi maniacale.

Accabadora è uno di quei rarissimi romanzi (e della Murgia non è il solo, cosa ancora più rara per gli scrittori e le scrittrici contemporanee) che leggi voracemente consapevole del timore di arrivare all’ultima pagina.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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