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Sesso ai bambini, le lezioni della Drag Queen alla CGIL

Non era “Biancaneve sotto i nani” e neppure “Cappuccetto rotto”. Le favole raccontate dalla Drag Queen ai bambini nei locali della CGIL di Catania durante il Gay Pride 2019 erano di tutt’altro tenore. L’opinione pubblica si è spaccata sulla scia delle polemiche con ampia risonanza locale e nazionale.

A raccontarci l’incontro è Vera Navarria, promotrice dell’iniziativa e volontaria del Comitato Catania Pride.

Sesso ai bambini. Dopo Milano e Palermo, adesso anche a Catania si propongono fiabe di educazione sessuale

«In realtà non è un’idea originalissima. Sono anni che l’iniziativa viene proposta ed effettuata in altre città come Palermo e Milano. Ho deciso di portarla a Catania dove non era mai stata fatta», ammette Navarria. «Ho scelto con cura le fiabe da leggere dato che mi occupo di editoria. Reputavo particolarmente significative: “Piccolo Uovo”, premiato con il premio Ardersen, “Rosa Confetto”, scritto addirittura negli anni ’70 ed “Ettore, l’uomo straordinariamente forte”. L’unica fiaba a contenuto LGBT è “Piccolo uovo” che parla di tutti i tipi famiglie, una favola scritta da una mamma arcobaleno che aveva esigenza di raccontare la sua storia», spiega Navarria, specificando come il nome dell’iniziativa abbia “confuso” gli indignati del web.

«Il motivo per il quale abbiamo dato all’iniziativa il nome “Baby pride” è molto semplice. L’iniziativa rientrava nella settimana di eventi organizzati in occasione del Pride, ma rivolta ai bambini e alle famiglie. Qui ci sono ancora poche famiglie arcobaleno ma la loro presenza si sente. Se dicono che non dobbiamo parlarne ai bambini il messaggio che passa è: vergognatevi di ciò che siete. L’iniziativa ha riscontrato un notevole successo. Per noi è importante che i genitori abbiamo accompagnato i propri figli a questo incontro poiché significa che hanno colto l’importanza di parlare ai bambini di questi temi, della lotta agli stereotipi».

La polemica nazionale. Che problemi ha la Sinistra con i bambini?

Tuona dal canto suo Giorgia Meloni. Per la parlamentare, l’iniziativa rappresenta la conseguenza di una battaglia ideologica sinistrorsa.

«Ma che problemi ha la Sinistra con i bambini? La questione sta diventando preoccupante», fa sapere con una nota. «Ultima trovata il “Baby Pride”: bambini portati ad ascoltare fiabe gender lette da travestiti. I bambini vanno tenuti fuori dalle battaglie ideologiche. Lasciategli vivere la loro infanzia in santa pace!», sbotta infuriata postando in allegato l’immagine della locandina dell’evento.

A queste accuse, Navarria risponde con chiarezza. L’intento voleva essere ben diverso rispetto a ciò che l’Italia ha percepito.

«Nel corso dell’incontro non è stato toccato né il tema della sessualità e dell’identità di genere. I bambini hanno semplicemente interagito con una persona mascherata da regina, come accade spesso anche nel corso di una banalissima festa in maschera. Non è un caso, ovviamente, che a leggere le fiabe sia stata una Drag Queen. I bambini hanno notato come la “regina” fosse un ragazzo. L’intento non era parlare di sessualità, bensì diffondere un importante messaggio. Ogni bambino è libero di essere ciò che vuole essere, ed in ogni sarà sempre amato», conclude la volontaria.

Maurizio Attanasio rompe il ghiaccio sul fronte locale

È il segretario generale della CISL di Catania, Maurizio Attanasio, a dare il LA alle polemiche. Gli è bastato un semplice “Perché?” postato sui social a trainare le voci di chi come lui non ha visto di buon occhio l’iniziativa.

Raggiunto telefonicamente, il segretario della CISL ha dichiarato: «Noi rispettiamo la battaglia dei diritti civili. Questa iniziativa, tuttavia, è fuorviante e in netto contrasto con quelli che sono i fondamenti statuari del nostro sindacato che segue i dettami, tra gli altri, di Don Luigi Sturzo».

La CISL non ritiene che sia questo il modo di insegnare ai bambini il rispetto alla diversità. «Non una Drag Queen, ma persone competenti ed esperte in materia quali psicologi per l’infanzia o educatori specializzati», commenta risoluto il sindacalista ancora perplesso sull’autorizzazione concessa dalla CGIL a organizzare questa iniziativa.

 

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