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Servizio sosta a tempo ad Aci Castello. I sindacati chiedono la sospensione momentanea delle procedure di avvio gara

Filcams Cgil, Ugl e Uil Trasporti di Catania, hanno chiesto al sindaco di Aci Castello la sospensione momentanea delle procedure di avvio della gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di gestione della sosta a tempo e a pagamento. Il rischio è che nell’ambito del cambio appalto, i 15 lavoratori ci rimettano parte dello stipendio. E questo a dispetto di un accordo firmato nelle scorse settimane e in barba al contratto nazionale del lavoro.
I rappresentanti sindacali chiedono dunque in confronto al primo cittadino e ricordano che lo scorso 2 marzo all’ Ispettorato del lavoro, «è stato sottoscritto un verbale nel quale, tra le tante cose, veniva precisato che il personale ad oggi impiegato è composto da 15 unità, con un preciso monte ore complessivo e dove l’Amministrazione Comunale si era impegnata per la salvaguardia di tutti i lavoratori. Nell’accordo, inoltre, il concessionario uscente ha confermato che il servizio richiesto nell’appalto precedente (triennio 2018/2021), era stato effettuato senza soluzione di continuità soddisfacendo le esigenze dell’Amministrazione e garantendo sia la produttività, sia l’equilibrio del piano finanziario a sostegno dell’intero appalto».
«Nel verbale è stato dunque precisato il numero dei lavoratori, le qualifiche e le ore di servizio prestate annualmente ma purtroppo, con grande stupore – si legge nella lettera al sindaco- prendiamo atto che nella delibera approvata lo scorso 18 marzo sono state disattese le aspettative dei lavoratori e non è stato tenuto in considerazione il verbale sottoscritto – spiegano i segretari Filcams, Concetta La Rosa, di Ugl Carmelo Catalano, e di Uil Trasporti, Uccio Lauricella– Si è dunque venuti meno all’impegno assunto dall’Amministrazione in sede di incontro poiché, pur menzionando le 15 unità, viene condizionata l’assunzione del personale ad un impiego anche a rotazione- clausola inesistente nei CCNL- e, cosa ancor più grave,  ad una graduatoria scaturente dal “congruo numero di verbali elevato nel triennio precedente».
«Ciò a nostro avviso rappresenta un parametro discriminatorio utilizzato come condizione per il reinserimento sul posto di lavoro dei dipendenti».
«Se è infatti vero che tutto il personale possiede la qualifica di ausiliare al traffico, è altrettanto opportuno ricordare che non tutto il personale ha svolto la medesima mansione. Quello impiegato nella gestione del parcheggio (apertura e chiusura), il personale impiegato nella sede tecnica per il rilascio degli abbonamenti per le strisce blu, e il personale che ha ricoperto la qualifica di Coordinatore della sosta, non hanno potuto svolgere servizio di controllo degli automezzi nè tantomeno effettuare un numero “congruo” di verbali.
Ecco una tipica situazione di svantaggio rispetto ai colleghi che hanno svolto solo ed esclusivamente la mansione di verbalizzanti. Inoltre non si comprende come sia possibile definire “congruo” il numero dei verbali effettuato da un dipendente che ha svolto servizio continuativo e senza nessuna assenza, rispetto ad un dipendente che ha usufruito nell’arco del triennio, di permessi, congedi matrimoniali, infortuni, ferie, malattie ecc. ecc., previste dal contratto».
«Infine, nella delibera di Giunta, il RUP fa cenno a un vecchio accordo sindacale stipulato nel 2014, dove si prevede l’utilizzo di 12 unità per 18 ore con un monte ore di 216 settimanale. Abbiamo più volte ribadito nei precedenti incontri, che tale accordo non è più compatibile con le prestazioni richieste nel bando di gara precedente e garantite dal concessionario uscente e ancor di più, si evidenzia come, per effetto delle innovazioni contenute nella delibera appena approvata, non sia possibile garantire le prestazioni richieste con un numero di personale insufficiente».
Infine, nella delibera approvata sono richiesti ulteriori prestazioni di lavoro che inevitabilmente, faranno lievitare il monte ore settimanale. Tutto questo accade senza che il RUP tenga conto delle linee guida dell’ANAC recanti «la disciplina delle clausole sociali», alla quale tutte le stazioni appaltanti si devono adeguare.
«Ciò potrebbe causare un’impugnazione del bando e indurrebbe le società/concorrenti partecipanti ad un evidente errore di valutazione relativo al calcolo del costo del personale da impiegare e proveniente dal concessionario uscente. Eppure tale calcolo diventa determinante ai fini dell’offerta e sicuramente non dovrà penalizzare o ricadere negativamente sulla garanzia dei livelli occupazionali».
E.G.
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Redazione

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