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Servizi Sociali: un processo destinato alla prescrizione

Quando scoppiò l’inchiesta ci furono i soliti titoloni sui giornali: i fatti, risalenti al 2006, portarono al centro dell’indagine dei Nas dei carabinieri la gestione dei fondi per i bisognosi, per un’inchiesta, condotta all’epoca dal Pm Lucio Setola. Com’è finita?

Oggi è un processo che si avvia, di udienza in udienza con pause di mesi e mesi, alla prescrizione. E l’attenzione mediatica è scemata e di molto. Nemmeno uno straccio di volantino di società civile a dire due parole.

L’ultima udienza davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale (Presidente Maria Pia Urso) è sevita per sentire il perito, che ha depositato le trascrizioni delle intercettazioni: poi, rinvio al 17 febbraio prossimo! Per sentire quattro testi del Pm.

Niente male.

Del resto, proprio il Presidente del collegio giudicante Maria Pia Urso lo ha già definito un processo “alla canna del gas”. Altri hanno parlato di “processo morto”. Niente male: i bisognosi possono aspettare giustizia.

La terza sezione penale del Tribunale, competente in materia di pubblica amministrazione, ha tempi biblici e “sforna” prescrizioni. Al Palazzaccio lo sanno in tanti e in tanti tacciono. Per calcolo, per viltà.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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