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Sel: “Sul Cara di Mineo e Odevaine, si approfondiscano le indagini”

«Quanto emerge dall’ordinanza del Gip che vede coinvolto Luca Odevaine, descrive un intreccio fitto tra mala politica, istituzioni inquinate e ambienti malavitosi allarmante. Odevaine risulta secondo l’inchiesta percettore di ingenti somme di denaro illecite versate nei conti dei propri familiari per lo svolgimento di funzioni di raccordo nello smistamento di migranti a favore di cooperative legate al braccio destro, Buzzi, di Massimo Carminati.».

Il Sel di Catania si esprime in maniera molto dura sulla vicenda che ha visto coinvolto Luca Odevaine sull’affare migranti.

Odevaine non è certo inesperto di grandi eventi e di organizzazione dietro le quinte. Ex capo della polizia provinciale, Luca Odevaine è stato vice capo di Gabinetto del sindaco Walter Veltroni fin dal suo primo mandato nel 2001,  Odevaine è stato coordinatore dell’Attività di Volontariato della Protezione Civile in diverse catastrofi che si sono abbattute sull’Italia degli anni ’90 e anche consulente di Giovanna Melandri, in quel periodo ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Ma, soprattutto, era l’esperto e consulente del consorzio gestore del Centro di accoglienza dei richiedenti asilo a Mineo.

«Oggi tutti dichiarano di essere all’oscuro delle vicende, di essere amareggiati, prendendone le distanze, dal Sindaco di Mineo al sottosegretario Castiglione, anche il Pd chiede chiarezza, cosa che a nostro avviso dovrebbe domandare ai sindaci del suo partito appartenenti al Consorzio dei Comuni Terra d’Accoglienza, noi invece chiediamo alla magistratura di insistere nelle indagini al di là dello stretto di chiarire il nesso tra Buzzi e Odevaine relativamente ai ruoli di quest’ultimo all’interno del Consorzio Terra d’Accoglienza come procacciatore di richiedenti asilo a favore del sistema marcio individuato, Odevaine che già tra l’altro risulta in conflitto di interesse per gli incarichi assunti al Tavolo nazionale per l’immigrazione e al Consorzio dei comuni del calatino. La Federazione Sel catanese e specialmente il circolo locale di Caltagirone da sempre denuncia l’inadeguatezza del Cara di Mineo come struttura di accoglienza, nel silenzio totale del resto dei partiti locali e regionali, oggi forse è arrivato il momento di rilevare responsabilità là dove ce ne siano e chiudere questi luoghi di detenzione legalizzata.»

Odevaine è stato nominato proprio da Giuseppe Castiglione come membro del Tavolo dell’emergenza Nord Africa nel 2011 e riconfermato nel 2014. Inoltre, era tra i componenti della commissione giudicatrice per i servizi del Cara di Mineo, vinta dalla  Casa della solidarietà, consorzio formato dalla Sisifo, la Cascina Global Service vicina a Comunione e liberazione, e la Pizzarotti, azienda di Parma proprietaria degli immobili del Cara di Mineo, con un ribasso dell’1% sui 97 milioni di euro dell’appalto.(vedi link)

«Ci sembra inverosimile che nessuno si sia accorto delle operazioni deviate portate avanti da Odevaine ancor più che lo stesso viene intercettato affermando frasi come: “allora… a parte tutte le questioni di MINEO… e tutte le questioni relative a San Giuliano…che segue lei… e di cui le andrò a parlare… MINEO non c’è molto da dirgli… perché sta procedendo.. “, e come scrive il gip avendo questi costruito un sistema “di favori a imprese amiche, che si dividono il mercato” dell’immigrazione che renderebbe più della droga e attraversando ” in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell’emergenza immigrati”.»

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Redazione

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