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Sei Nazioni. Risveglio azzurro, ma passa l’Irlanda

In un Olimpico colmo di tifosi per il Sei Nazioni, l’Italia mette in campo un’ottima prestazione, chiudendo il primo tempo in vantaggio con bene due mete. Nella seconda frazione però esce fuori l’Irlanda. Un 16-26 che lascia l’amaro in bocca agli Azzurri e a tutti i tifosi. Il colpaccio era alla portata.

Buona partenza degli Azzurri, ma i soliti errori ci penalizzano

Dopo la buona partita contro il Galles, c’era grande attesa per il secondo match casalingo di questo Sei Nazioni. Subito in apertura gli Azzurri mettono in pratica le cose buone viste finora, con un bel gioco alla mano e soprattutto una motivata propensione all’attacco. Gli Irlandesi non ci stanno e si affacciano nella nostra metà campo dopo cinque minuti, conquistando una touche.

I nostri sventano e si riportano davanti. La difesa continua a reggere, ma il forcing dei Verdi non lascia respirare: al 10′, è Quinn Roux a schiacciare in meta, dopo un attacco di ben 19 fasi. Il capitano Jonathan Sexton trasforma, portando i suoi sullo 0-7. Applausi del pubblico, in larga parte tinto di verde.

L’Olimpico a tratti sembra una succursale di Dublino.

Al quarto d’ora, Earls penetra dalle nostre parti, smarca con un calcetto Conway, ma l’ovale viene recuperato in extremis da Jayden Hayward, che in tuffo salva con un mark.

Due minuti dopo, sprazzi di Italia, che comincia a far sentire la sua pressione. La difesa irlandese – forse troppo sicura di sé – sbaglia un facile passaggio, mettendosi da sola in fuorigioco. Allan non c’entra i pali da posizione centrale, seppur distante.

Sul rinvio, recuperiamo subito la palla e con caparbietà ci rifacciamo sotto: sul più bello però sfugge ancora l’ovale. Dal vantaggio ottenuto, Tommaso Allan preferisce raccogliere i primi punti, accorciando le distanze sul 3-7. Neanche il tempo di gioire che combiniamo la frittata del giorno: sul calcio da centrocampo, papera imbarazzante di Michele Campagnaro, che permette a Jacob Stockdale di involarsi indisturbato lungo la sinistra. Cala il malumore sugli spalti per l’ennesima meta regalata dalla Nazionale, generosa nelle fatiche quanto nelle donazioni post natalizie. Sexton questa volta non trasforma, lasciando il punteggio sul 3-12.

Un quarto d’ora da incorniciare

Al 25′, ancora un fuorigioco fischiato agli Irlandesi, ma non riusciamo a colpire. Allan si accontenta di un’altra punizione da buona posizione, così risaliamo sul 6-12. I nostri avversari continuano a sbagliare e a commettere falli, permettendo alla difesa di rifiatare. Sembrano prediligere la fascia sinistra, dove gli Azzurri peccano non poco d’ingenuità. Alla mezzora, gran giocata di Tito Tebaldi – il migliore dei nostri.

Il numero 9 azzurro si lancia da solo verso la meta, ma viene fermato da una spallata di Kearney. L’arbitro inspiegabilmente non fischia, irritando il pubblico e il C.T. Conor O’ Shea. La squadra non si disunisce per la mancata meta tecnica e risponde con orgoglio poco dopo: gli Irlandesi sbagliano la touche, gli Azzurri eseguono dei passaggi perfetti, finché Allan non trova libero Edoardo Padovani.

Grandiosa meta dell’Italia, che risale 11-12. Allan non trasforma.

I nostri sono sul pezzo come non mai, combattono su ogni pallone, non mollano un metro. Il pubblico gradisce e li spinge, ritrovando un entusiasmo a lungo perduto. Il mix risulta vincente: nella nostra area Murray tiene l’ovale un secondo di troppo; il temerario Tebaldi glielo strappa dalle mani e parte come un treno; finta no-look (anche questo!) e calcio a lanciare Padovani.

A questo punto accade di tutto: recuperano la palla loro, ma si disturbano a vicenda, nuova fase azzurra, con Mbandà che riesce a smistare per Luca Morisi, per la seconda meta italiana. A sorpresa siamo in vantaggio contro una delle formazioni più forti del mondo. Allan sbaglia ancora, lasciando di fatto 7 punti sul campo. Chiudiamo la prima frazione 16-12, strameritando il risultato, insperato, imprevedibile, impronosticabile. Il vantaggio poteva essere più pesante, ma quel che conta è che l’Italia c’è!

Secondo tempo in mano all’Irlanda, la fortuna e l’arbitro non ci aiutano

L’Italia c’era! Il ritorno in campo sorride agli ospiti, che alzano il ritmo sin dalle prime battute, consci che contro il XV azzurro questa volta c’è ben poco da scherzare. Ci difendiamo con placcaggi efficaci, ma continuiamo a peccare nella disciplina. Un fuorigioco fischiato a Lovotti porta gli ospiti a giocare una touche nella nostra area. Sventiamo varie azioni, ma dopo una lunga manovra è ancora Earls a schiacciare in meta, sgusciando via a Budd e Tebaldi con una finta di corpo. Sexton converte per il nuovo vantaggio verde, 16-19.

Buona giocata dei nostri, che provano timidamente a riproporsi, ma ogni velleità si spegne a pochi metri. I Verdi non si fermano più, così O’Shea prova a rimediare con i primi cambi. Capitoliamo per la quarta volta al 67′, grazie alla poderosa spinta della loro mole: meta di Conor Murray e nuova trasformazione di Sexton, per il 16-26. Punto di bonus conquistato dall’Irlanda.

L’Italia prova invece a ridurre lo svantaggio, per ottenere il suo bonus, che varrebbe il primo punto nel torneo.

Il team azzurro si rianima, fa quel che può e non si accontenta di un calcio. Intanto il pubblico di casa si spazientisce con l’arbitro, reo di alcune decisioni non proprio favorevoli (anche il Rugby pare soffrire di sudditanza psicologica di calcistica memoria). In pieno recupero, salviamo un’azione, ci riaffacciamo per l’ultima volta tempestivamente dalle loro parti, conquistando un calcio di punizione. Il pubblico invoca il tentativo di meta, O’Shea comanda il calcio al neoentrato Ian McKinley. Il mancino del nostro 22 non è preciso (altri 3 punti buttati), l’ovale cade tra le mani della difesa verde, che riparte all’impazzata, mai paga, ma fortunatamente ci salviamo.

I Commenti degli Azzurri

In Conferenza Stampa, il C.T. Conor O’Shea non nasconde la delusione per il risultato ed esalta i suoi ragazzi: «Sono orgoglioso di questo gruppo, lo sono sempre stato. Stiamo creando un’abitudine nel mantenere un buon livello delle prestazioni. Tanti errori di disciplina, ma voglio un’attitudine come quella di oggi. Dobbiamo migliorare nell’intensità e nell’evitare gli errori gratuiti, forse per eccesso di confidenza».

L’allenatore azzurro – oggi contro il suo Paese – getta lo sguardo in avanti: «Stiamo costruendo un futuro per l’Italia. Sono distrutto per quest’altra opportunità perduta, come contro il Galles, ma stiamo lavorando bene».

Orgoglioso Leonardo Ghiraldini, oggi capitano per l’assenza per infortunio di Sergio Parisse: «Quando giochiamo palla in mano, riusciamo a competere. Sappiamo che tante volte non è solo demerito nostro, ma merito degli avversari. Si è giocato su alcuni dettagli; stavamo bene, pronti per tornare sul loro campo».

Ai nostri microfoni sono intervenuti alcuni giocatori nella mix zone.

Tommaso Allan ha umilmente ammesso le proprie mancanze in fase realizzativa: «Ci sono stati errori nel primo tempo, io per primo. La seconda meta loro è stata abbastanza fortunata, purtroppo capita; sono errori che cambiano la partita. Per il resto, tutto quanto positivo, con un bello attacco. Noi ci crediamo sempre, sappiamo che, se proponiamo il nostro gioco, possiamo mettere sotto pressione tutte le squadre. Quest’anno stiamo crescendo anche con le franchigie che stanno facendo bene. È una mentalità vincente che deve essere riproposta anche in Nazionale, non solo nei club. Ci sono state varie situazioni che non ci hanno favorito. Da parte nostra, dobbiamo contare sul nostro gioco, pulire le rack meglio, in modo che l’arbitro non ci fischi contro».

Sulla stessa linea Angelo Esposito: «Abbiamo giocato bene, ma non è stato abbastanza. Non dobbiamo lasciare nulla al caso, anche oggi ci ha penalizzato la disciplina: abbiamo concesso troppi falli; forse è colpa nostra, se l’arbitro ci fischia contro. Dopo il primo tempo, eravamo molto positivi per aver sfruttato bene le occasioni concesse. Anche loro hanno fatto degli errori, però sono venuti fuori bene nel secondo tempo».

«Abbiamo fatto una partita all’altezza dell’Irlanda, abbiamo tenuto la tensione viva», ha detto Andrea Lovotti. «All’inizio abbiamo lasciato troppo territorio a loro, permettendogli le due mete; nel secondo tempo abbiamo peccato nella disciplina. Stiamo lavorando tanto e duramente, per arrivare ai livelli di oggi, ma dobbiamo colmare ancora questo gap che non ci permette di vincere le partite».

Così Tito Tebaldi, migliore in campo degli Azzurri: «Davanti avevamo una delle squadre più forti del mondo, sapevamo contro chi giocavano. Nel primo tempo, avevamo una grande energia, abbiamo girato velocemente la palla, i meccanismi hanno funzionato alla perfezione. Nel secondo tempo, loro sono usciti e, complice qualche nostro errore, ci siamo ritrovati sotto; poi loro hanno gestito».

Terza Giornata all’insegna delle sorprese

Un sabato pieno di emozioni, che rimescola le carte in tavola. La Francia conquista la prima vittoria stagionale, sconfiggendo la Scozia a Parigi per 27-10. Prova di forza per i Blues, finora andati malissimo. Ma la notizia di giornata è lo straripante successo del Galles ai danni dell’Inghilterra per 21-13: al Millennium Stadium di Cardiff i favoriti inglesi cadono malamente, rilanciano le velleità proprio degli Irlandesi. Tutto potrebbe decidersi nello scontro diretto tra Galles e Irlanda.

In Classifica adesso comanda il Galles con 12 punti, sempre vittorioso, ma mai in grado di conquistare il punto di bonus per le 4 mete. Seguono l’Inghilterra con 10 e l’Irlanda con 9; più staccate Francia a 6 e Scozia a 5. Chiudiamo noi ancora a secco.

Prossimo impegno per il XV azzurro nel tempio di Twickenham, contro l’Inghilterra il 9 marzo, ore 17:45.

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