Primo PianoSport

Sei Nazioni, Inghilterra a valanga su una piccola Italia

A Londra, gli Azzurri rispondono a tono alla prima meta inglese, per poi subire uno spietato cappotto. Otto mete per un 57-14 che fa molto male. L’Inghilterra spera ancora nel titolo del Sei Nazioni.

Botta e risposta in pochi minuti

Nella quarta giornata del Sei Nazioni, la Nazionale fa visita al tempio sacro del rugby, lo splendido stadio di Twickenham. Le speranze sono minime, ma gli Azzurri ci provano con coraggio e abnegazione.

Sin dalle prime battute, la valanga inglese dimostra di fare sul serio. Bastano otto minuti ai padroni di casa per realizzare la prima meta con uno sfondamento di squadra: marcatura di Jamie George e trasformazione di Owen Farrell. Gli Azzurri ripartono a testa bassa, con tutto il cuore che li contraddistingue, fanno sentire i propri muscoli e con un bel gioco alla mano avanzano con pazienza. Dopo ben venti fasi, Luca Morisi compie un lavoraccio, palla a Tommaso Allan che si mette in modalità Baggio, forte del suo numero 10: finta a liberarsi di due difensori, Youngs non riesce a placcarlo, braccio allungato in stile Mr. Fantastic oltre la linea di meta. Twickenham si ammutolisce di fronte alla stratosferica giocata italiana. Lo stesso Allan – lontano parente di quello impreciso contro l’Irlanda – converte la meta con un piazzato da posizione defilata. Siamo di nuovo pari.

Inghilterra senza respiro e senza pietà

Pronta reazione inglese che sfrutta un liscio a centrocampo di Campagnaro. Daly s’invola indisturbato, per poi smarcare Jonny May lungo la sinistra: seconda meta; la parità è durata appena un afflato di gioia. Al 21’, buco sulla metà campo ancora di Campagnaro, Manu Tuilagi si ritrova dinanzi una prateria scoperta. Terza meta, Italia K.O. Già sul 21-7 gli Inglesi cominciano a gestire, «limitandosi» a un facile piazzato del solito Farrell, invece di marcare una nuova meta.

La reazione dei nostri è prevedibile, in più ci si mette la sfortuna, con l’infortunio di Tommaso Castello (partito dalla panchina, sembra assai grave). Sulla stessa azione, ripartenza rapida dei Bianchi, Tuilagi sembra un carro armato, ovale a Brad Shields per la quarta meta. Timida risposta azzurra nel finale, che si spegne dopo 19 fasi.

Una meta azzurra in mezzo a un collasso

A fine partita si leggerà di un possesso palla nettamente a favore della squadra di casa, in verità è assoluta padrona del gioco. Ci salviamo per miracolo da una nuova meta, ma è solo il preludio alle successive quattro marcature. Nel diluvio made in London, i nuovi ingressi decisi dal C.T. Conor O’Shea producono subito una nuova linfa. Da un timido sussulto, Tebaldi cambia fronte, Allan lancia per Luca Morisi (il migliore dei suoi) che segna la sua terza meta in carriera a Twickenham (mica male!). Allan – come Farrell – è in versione cecchino: 36-14. Il nostro punteggio si ferma qui, quello degli avversari no.

Dopo una lunga stasi, gli Inglesi tornano a macinare metri. Noi ci mettiamo del nostro, sbagliando due rinvii con Hayward e Tebaldi, intercettati entrambi da George Kruis, che valgono due mete (dello stesso Kruis e di Shields). In mezzo un’altra meta di Dan Robson su una rapida ripartenza dai 60 metri. George Ford non è da meno di Farrell e trasforma tutti e tre i calci.

Ultima spiaggia contro la Francia per salvare la faccia

Gli Azzurri hanno pagato a caro prezzo ogni minimo dettaglio. Hanno patito soprattutto l’uno contro uno, più i soliti errori gravi individuali, dai quali sono nate alcune mete. Inghilterra oggettivamente di un altro livello – questo lo sappiamo!La loro forza fisica si è vista nelle mischie ordinate e nelle ruck. Speriamo adesso nella partita contro la Francia all’Olimpico, dove i tifosi dovranno aiutare la Nazionale come non mai. L’ultimo posto non ce lo leverà nessuno, ma la speranza è quella di tornare a vincere dopo una serie impressionante di sconfitte.

Gli Inglesi credono ancora al titolo. Attendono l’ultimo turno per contendersi la Coppa con il Galles, vittorioso ieri a Murrayfield sulla Scozia (4 vittorie su 4, possibile Grande Slam). Un solo punto separa le due compagini – 16 contro 15 –, nonostante la vittoria gallese nello scontro diretto. Da tenere d’occhio pure l’Irlanda, attesa oggi pomeriggio dalla rediviva Francia.

[Foto by Hire Space]
Tags
Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.