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Sebastiano Tusa, il ricordo del prof. Edoardo Tortorici

Tortorici: «A me più volte aveva detto: "Io preferisco non morire di tumore". Almeno su questo è stato accontentato dal Padre Eterno». 

La cultura siciliana è a lutto. Nello schianto del boeing 737 della compagnia aerea Ethiopian Airlines, i siciliani non hanno perso solo un assessore. La Sicilia ha perso uno dei massimi esponenti di archeologia subacquea di livello internazionale. A ricordare le imprese di Sebastiano Tusa, il compagno di studi romano, l’archeologo subacqueo Edoardo Tortorici, ordinario di Topografia Antica all’Università agli studi di Catania.

L’impresa archeologica subacquea. Quali sono stati i principali contributi che dobbiamo a Sebastiano Tusa in Sicilia?

«È stato uno dei primi a occuparsi di archeologia subacquea e a riprendere una grande tradizione italiana che era stata di Nino Lamboglia, iniziata già nei primi anni del dopoguerra. Poi, come al solito, noi italiani ci siamo lasciati superare un po’ da tutti, dagli inglesi, dagli spagnoli che si sono organizzati.

Si deve a lui proprio il fatto di aver riportato all’attenzione di tutti l’archeologia subacquea fino ad arrivare a fondare la prima Soprintendenza del Mare in Italia, proprio qui in Sicilia. Da questo punto di vista la Sicilia è stata all’avanguardia dei tempi con una struttura, delle attrezzature e con del personale formato da lui.

E molto hanno fatto. Hanno scoperto tantissime cose molto importanti come il luogo esatto della battaglia delle Egadi con il ritrovamento dei rostri delle navi impiegate nella battaglia».

Non solo mare. Le sue scoperte hanno avuto a che fare anche con la terra.

«Le sue scoperte hanno avuto a che fare anche con le isole, come a Pantelleria. Ha infatti portato avanti degli scavi scoprendo degli importanti ritratti di Cesare e di altri personaggi dell’Era Imperiale».

E all’estero?

«È stato sempre molto attivo nel portare avanti il rilancio dell’archeologia subacquea al di fuori dei confini della Sicilia. Il mare veniva inteso come un secondo mondo dove si incontravano le genti. E questo ha un risvolto politico anche attuale perché è sempre stato così dall’antichità, Sin dalla preistoria il mar Mediterraneo è stato un punto d’incontro. Quindi l’attenzione di Tusa ha interessato il Mediterraneo orientale, ha fatto spedizioni in Iraq, in Siria, in Turchia. Ha collaborato anche con gli americani. Ecco, anche dal punto di vista metodologico Sebastiano Tusa è stato una persona importante con i suoi contributi».

Per esempio?

«I percorsi archeologici subacquei visitabili a Pantelleria, nelle Egadi, a Marettimo da lui avviati negli anni Ottanta. Ma anche i musei del mare di cui molti sono stati da lui iniziati.

Adesso c’è questa idea che avevamo e di cui avevamo parlato insieme alla sovrintendente Rosalba Panvini di fare diventare come museo del mare il museo del Castello di Aci che è in una posizione splendida e si presta in maniera particolare a diventare un museo del mare, ma non fine a se stesso. La sua idea era quello di inserire all’interno di questo museo un centro di ricerca, un punt dove fare convegni e invitare persone da tutto il mondo. C’era già un accordo con il sindaco. E credo che ci sia anche l’idea di intestare al nome di Sebastiano Tusa questo museo futuro che speriamo si aprirà a breve con queste sue intuizioni culturali e metodologiche».

Con la perdita di Tusa, perdiamo anche le speranze di molti giovani legati all’ambito archeologico nella nostra regione. Riportando all’attenzione istituzionale l’archeologia subacquea, Tusa rappresentava per loro un solido punto di riferimento per continuare a credere nel potenziale dell’archeologia e del tesoro nascosto nel nostro mare che potrebbe portare indotto culturale e turistico…

«Lui ha lavorato molto in quelli che sono i rapporti con il territorio rendendoli concreti nelle istituzioni perché lui ha avuto legami con i subacquei locali, con le persone che si occupavano di archeologia e archeologia subacquea in tutte le coste della Sicilia, senza gelosie. E tra questi c’erano anche moltissimi giovani che tra l’altro, fornendogli diverse indicazioni, hanno favorito le visite archeologiche subacquee. Infatti, credo che sia stato scelto come assessore nella giunta regionale per le sue competenze e per la sua energia in cui i giovani credevano».

I vostri rapporti invece hanno vecchia data.

«Eravamo compagni di corso a Roma. Poi lui è tornato prima di me in Sicilia, io l’ho raggiunto di vita. Con lui se n’è andato un pezzo del percorso della mia vita. E anche per questo sono molto dispiaciuto. Lui aveva due tumori contro i quali combatteva in maniera splendida da almeno otto anni. A me più volte aveva detto: “Io preferisco non morire di tumore”. Almeno su questo è stato accontentato dal Padre Eterno».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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