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Se la mafia si sposta in Provincia: Acireale ospita la Comissione Antimafia dell’Ars

Tre Comuni sciolti per mafia negli ultimi anni; altri tre che hanno visto i rispettivi primi cittadini oggetto di inquietanti minacce. Le strategie della mafia sono cambiate, negli ultimi anni, e mentre la malavita organizzata preferisce tenere un profilo basso nella grande città, è in provincia che cerca i “ganci” con la politica. Trovandoli, anche, a volte.
Per questo serve che le istituzioni facciano quadrato, e con questo obiettivo il vescovo di Acireale Antonino Raspanti, dopo un confronto con la Consulta giovanile acese avvenuto nelle settimane scorse ha chiesto e ottenuto una seduta straordinaria della Commissione Antimafia dell’Ars da tenersi ad Acireale, la città dove più la nuova mafia ha fatto più rumore con intimidazioni pesanti al sindaco Roberto Barbagallo, e al suo referente politico alla Regione, Nicola D’Agostino.

“L’unico scopo di questo incontro è portare maggiore attenzione sul problema per quanto riguarda la Provincia – spiega Antonino Raspanti – Mi sembra infatti che la questione mafia non sia stata spesso sotto i riflettori come avrebbe meritato. Mille indizi, mille segnali ci dicono che questo territorio non va sottovalutato, e che è qui che bisogna spingere verso una reazione della coscienza. Bisogna rompere gli indugi e avere maggiore impegno, altrimenti le istituzioni esterne non potranno salvarci. Ad Acireale abbiamo avuto un importante campanello d’allarme, ma anche nelle altre città della zona ce ne sono stati”.

Infatti, all’incontro con i deputati regionali, sono stati invitati diversi sindaci del territorio, per esprimere le loro problematiche e le criticità delle aree da loro amministrate: c’erano Roberto Bonaccorsi, sindaco di Giarre; Giuseppe Intelisano, sindaco di Calatabiano; Luigi Messina, sindaco di Mascali; Ascenzio Maesano, sindaco di Aci Catena e, naturalmente, Roberto Barbagallo, sindaco di Acireale e padrone di casa: “Quella della Commissione Antimafia è oggi una presenza significativa – spiega Barbagallo – Sappiamo tutti quello che è successo nella nostra città, e le istituzioni oggi vogliono rispondere con un segnale altrettanto forte. Diremo ai commissari della difficoltà che c’è oggi nell’amministrare i territori”.

A fare da anfitrione alla Commissione il deputato regionale Nicola D’Agostino, che ha accolto in prima persona il presidente Nello Musumeci: “L’incontro di oggi – spiega Musumeci – dovrà produrre un documento, che sarà reso noto prossimamente, che chiederà alla Regione un intervento forte in tal senso. Oggi testimoniamo la presenza del Parlamento Siciliano nella sua funzione di controllo e di sanzione contro gli atteggiamenti malavitosi e i collegamenti tra malaffare e istituzioni. I sindaci non sono soli, ma dobbiamo capire se e quanto sia possibile per la cosa pubblica subire condizionamenti esterni. La Politica, quando può, deve arrivare prima della Procura della Repubblica”.

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