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Sdrina dipinge i catanesi con i Ritratti della Casa

Chi ha letto e amato il celeberrimo romanzo Il ritratto di Dorian Gray non può rimanere indifferente davanti Ritratti della Casa della pittrice Sdrina, al secolo Sandra Virlinzi, esposte da Tabarè, Famale Sicilian Makers.

18274839_10211701772436303_4551272508936748441_nUna esposizione in divenire poiché fatta da ritratti che man mano vanno ad arricchire la collezione a seconda di chi vuole farsi ritrarre, e sono davvero tanti.

La lista di chi ha richiesto un appuntamento non accenna a diminuire anche se il centesimo ritratto decreterà la data del finissage.

Basta posare lo sguardo su uno di quei volti per capire che non si tratta solamente di un ritratto ma che, tramite l’uso dei colori (diversi a seconda di chi le si trova davanti), delle linee, che siano nette o più morbide, su ogni foglio è visibile l’espressione di un’anima, si uno stato personale per cui la somiglianza non importa più ma diventa chiara l’appartenenza.

Non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di soddisfare la curiosità di tanto successo ed è bastato giusto il tempo di un ritratto, fatto ad acquerello su carta per conoscere meglio Sdrina il suo mondo artistico e familiare, completamente avvolti, è il caso di dirlo, dai colori.

18342214_1258794144236991_6624740446931052129_nVirlinzi è un cognome che ha il suo peso, amato ed odiato ma molto conosciuto a Catania e Sdrina ne è perfettamente consapevole. Con assoluta serenità, tra una pennellata e un fugace sguardo al “modello”, afferma la sua appartenenza ad una famiglia che sente profondamente sua e che, nonostante le turbolente vicende relazionali, le ha permesso di vivere e formare la sua maturità artistica in ambienti eterogenei e variegati.

Sdrina ricorda con affetto i suoi anni e la sua vita artistica milanese divisa tra rinomati atelier d’arte del capoluogo lombardo e la formazione pregnante e profonda  di espressioni d’arte più alternativa.

La Vita e l’arte di Sdrina sono un percorso che ha come capisaldi la famiglia e i rapporti interpersonali tra i suoi membri, di cui si definisce un po’ come la pecora 15380500_1839115513029988_6263786681468700042_nnera, e l’arte, capace di cambiare forme e tecniche a seconda dell’ispirazione e delle committenze ma mai banale o improvvisata anzi profonda e sempre alla ricerca di nuove espressioni. Un percorso che negli anni l’ha portata ad esplorare nuove forme, luoghi diversi e che da qualche mese l’ha ricondotta a Catania.

Catania come conclusione di un ciclo? Difficile saperlo ma sicuramente è un tassello, un altro elemento da aggiungere alla strada della vita.

I Ritratti della Casa sono forse un modo per unire insieme tutti quei punti insoluti di ogni essere umano e che prendono forma solo quando sono insieme. È questa l’impressione che si ha entrando nella sala espositiva di Tabarè: tanti volti, tanti stati d’animo a formare una istallazione sociale di vite sconosciute ma indissolubili l’una con l’altra perché tutte, in qualche modo, hanno un elemento in comune.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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