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Che fine hanno fatto i soldi degli scrutatori catanesi?

Referendum del 17 aprile: ancora non sono arrivati i soldi degli scrutatori e dei presidenti di seggio che hanno “lavorato” nei seggi catanesi. Presentata un’interrogazione al consiglio comunale, ma non c’è stata alcuna risposta.

Il Comune di Catania ha un “debito” nei confronti di quei 1752 catanesi, nello specifico 1058 scrutatori, 347 segretari e 347 presidenti di seggio, impegnati lo scorso 17 aprile nelle consultazioni referendarie.

Altri comuni della provincia hanno già erogato gli emolumenti destinati a scrutatori e presidenti di seggio, il Comune di Catania ancora  sta attendendo, anche se i soldi sono stati già stanziati dal Ministero, dunque, come specificato dal consigliere di opposizione Manlio Messina, è possibile pensare che siano stati usati dall’amministrazione comunale per altri scopi. Proprio il consigliere di Fratelli d’Italia  Manlio Messina aveva presentato lo scorso 18 luglio un’interrogazione al consiglio comunale di Catania che però non ha ottenuto alcuna risposta.

La problematica è venuta a galla grazie all’intervento di un presidente di seggio e di un consigliere che, rivolgendosi al consigliere Messina, hanno “denunciato” la situazione.
Fra i comuni nei quali sono state erogate le spettanze ci sono comuni virtuosi, ma anche comuni, come quello di Adrano, nei quali ultimamente ci sono state difficoltà relative agli stessi stipendi degli impiegati comunali.

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