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Cronache

Scoperti 2 truffatori del web: denunciati un 63enne e un 24enne

Denunciati un 63enne di Varese ed un 24enne, extracomunitario di origini pakistane residente a Milano, entrambi  ritenuti responsabili di truffa. La vicenda vede come protagonista un 68enne di Maniace, il quale affidandosi ad un noto portale per le vendite online, si imbatte in un venditore di una Fiat Panda 4×4.

La figlia della vittima, come ha raccontato ai carabinieri, aveva accuratamente selezionato su internet decine di annunci, infine, si era soffermata sull’attente prezzo di vendita, stabilito, di 1000 euro. Il padre della ragazza, dunque, per “bloccare” l’acquisto fornisce, al venditore, l’acconto richiesta da quest’ultimo, ossia 200 euro. Inoltre, il truffatore, fornisce, ovviamente, le coordinate bancarie, il proprio codice fiscale, una copia del libretto di circolazione ed un codice IBAN sul quale versare la somma di denaro.

Truffa le proprie vittime sfruttando la mancata circolazione imposta dalla quarantena

Tuttavia, l’indomani, il 68enne scopre che le medesime foto erano state pubblicate in un altro portale di vendite su internet, nel napoletano. Immediata la telefonata al venditore, il quale ha ammesso d’aver effettivamente copiato ed utilizzato quelle foto, solo perché ritraevano un’autovettura uguale alla propria per modello e colore. Ciononostante, si giustifica, sostenendo di non aver potuto pubblicare quelle reali poiché impossibilitato a raggiungere l’autovettura in vendita, distante 10 chilometri dalla propria abitazione, a causa delle limitazioni di movimento conseguenti al Covid- 19.

Tuttavia, assicura la vittima di fargli pervenire, in breve tempo, quelle reali. Passano i giorni ma non si ha nessuna informazione dal venditore, fino a che la figlia contattata, con la propria utenza telefonica, l’uomo che non conoscendo il numero chiamante risponde immediatamente, assicurandole a breve quanto già promesso. Le incessanti telefonate dell’acquirente, però, stizziscono il truffatore, il quale, in un messaggio, apostrofa la ragazza con parolacce, facendo, quindi, perdere definitivamente le proprie tracce.
Padre e figlia, pertanto, rivoltisi ai militari di Maniace, scoprono che l’intestatario dell’IBAN era associato ad una carta PostePay “Evolution” intestata ad un abitante 63enne di un paesino del varesotto nonché ad  cittadino pakistano, intestatario della SIM.

G.G.

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Redazione

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