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Negata la relazione sulla liquidazione Amt, Messina chiama la polizia

“Siccome c’è scrittto che si sono rubati i soldi, per questo non vogliono uscire il documento.”. E’ la pesantissima accusa del consigliere Manlio Messina dopo lo scontro con il nuovo Capo di gabinetto Beppe Spampinato.

Uno scontro tra i corridoi del palazzo comunale che ha visto anche l’intervento della Digos. Il consigliere Messina ha chiesto di avere la relazione del collegio di revisione sulla liquidazione Amt, ma il capo di Gabinetto ha nettamente rifiutato, contestando il fatto che la richiesta non fosse scritta.

«Da oltre una settimana chiediamo l’accesso agli atti che riguarda una nota del collegio dei revisori dell’Amt in liquidazione in merito ad una denuncia da noi fatta una decina di giorni fa sui 42 milioni di euro che sono stati spostati su un altro conto corrente dal comune di Catania» spiega Messina. Si tratta di fondi ministeriali vincolati dal D.L. 35 del 2013 che erano all’Amt in liquidazione per soddisfare i creditori dell’azienda e per questo motivo Fratelli d’Italia si è rivolta, non solo alla Corte dei Conti, ma sta preparando i documenti da presentare alla Procura della Repubblica.

«Ci viene posto un diniego proprio da chi dovrebbe garantire ai consiglieri di svolgere la loro attività, mi riferisco al capo di Gabinetto e al direttore della presidenza – commenta Messina – e si va contro il regolamento del comune che all’articolo 16 stabilisce che ogni consigliere comunale ha diritto ad ottenere dagli uffici del comune e dalle aziende aventi dipendenti dello stesso tutte le notizie ed informazioni utili all’espletamento del proprio mandato».

“Il consigliere Messina –  ha replicato Spampinato –  ha chiesto durante un intervento in consiglio comunale la stessa cosa (il documento ndr) al segretario comunale, anzi in maniera irrituale ha fatto una interrogazione al segretario comunale. Ma al segretario comunale si possono chiedere pareri. Il segretario ha fatto proprio la richiesta e mi ha chiesto di trasmettere l’atto al consigliere. Io ho poi trasmesso la nota al segretario, perchè vogliamo essere collaborativi, e per conoscenza l’ho inviata anche al consigliere.”

Nonostante il diniego, Messina riesce a fare una sintesi della nota. «In questa relazione l’operazione viene definita illegittima, giacchè non rispecchia i criteri di liquidazione della stessa società. La relazione prevede che la liquidazione e lo spostamento dei soldi possano avvenire solo nel momento in cui viene chiusa la procedura di liquidazione – spiega Messina – La procedura passa da tre organi: il collegio dei revisori dell’Amt, il collegio di revisione del comune e da ultimo anche dal consiglio comunale cui invece viene anche negato di poter espletare la propria funzione. Inoltre, i revisori ordinano la restituzione dei fondi alla municipalizzata».

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Redazione

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