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Rifiuti, scontro diretto a colpi di percentuali tra Fabio Cantarella e Matteo Iannitti

Lo scontro diventa sempre più acceso tra Dusty e Catania Bene Comune. La seconda, infatti, ha sferrato dei violenti attacchi nei confronti dell’azienda di nettezza urbana. Ma non solo.

Il primo campo di battaglia per Matteo Iannitti, portavoce di Catania Bene Comune, sono stati i dati circa la percentuale di raccolta differenziata eseguita. Secondo il movimento civico, le cifre divulgate dalla società e confermate dall’assessore all’Ambiente, Fabio Cantarella, non sarebbero veritiere.

La Dusty, attraverso una nota, ha così risposto.

«Dusty ritiene sterile la polemica montata da Catania Bene Comune sui dati e le percentuali della raccolta differenziata. Considera ingiuriosa la posizione avanzata dalla medesima associazione che nel riportare un dato registrato nel mese di dicembre, vuole far supporre che si tratti di una “strategia” studiata ad arte. Ma eventualmente da chi? Invita l’associazione ad un confronto, peraltro già richiesto dalla proprietà ad inizio appalto, e che qui si rinnova. La Dusty conferma l’esattezza del dato diffuso il 22 dicembre, che si riferiva alla settimana rilevata 10/16 dicembre, quando la percentuale sulla differenziata era a doppia cifra. Per l’esattezza il 10.98% (il dato della differenziata, all’avvio dell’appalto nella settimana 17/23 settembre era del 3,01%)».

«È importante notare -prosegue la nota- che le rilevazioni vengono effettuate il lunedì successivo alla settimana interessata. Dunque, i dati diffusi il 22 dicembre si riferivano alla settimana compresa fra il 10 e il 16. Il resto dei dati era ancora sconosciuto, anche alla stessa Dusty».

Ed ancora: «I dati che pervengono al Comune di Catania, sono forniti dalla Dusty e censiti con puntualità, precisione e senso di responsabilità. Ed è pertanto attendibile il dato diffuso a dicembre, che si riferiva ad una percentuale settimanale. Mentre la nota di Catania Bene Comune punta l’attenzione sul dato successivo di fine dicembre. Non c’erano menzogne dunque nella comunicazione effettuata. Ma solo la volontà di testimoniare una crescita che è tornata ad essere evidente già con l’inizio dell’anno nuovo».

«Criticare è facile, costruire è difficile. Quando si innesta un processo di crescita, cambiamento e inversione di rotta, occorrono tempi lunghi. Dusty gestisce il servizio di igiene urbana soltanto da 130 giorni. Nell’avviare l’appalto, Dusty non ha inteso firmare il contratto solo con l’Amministrazione comunale, ma con i cittadini che vogliono collaborare», conclude così la nota.

L’assessore Cantarella non le manda a dire a Matteo Iannitti

Iannitti, però, ha un conto in sospeso con l’assessore Fabio Cantarella, su più fronti. E non è solo la questione “differenziata” a creare incomprensioni.

«Quando ho detto, il 22 dicembre, in occasione della “chiave della bellezza” a San Giovani Galermo, che la differenziata era a due cifre era vero. Venivamo da tre settimane in cui avevamo la media a due cifre. Ma nell’ultima settimana di dicembre con le festività di mezzo, la piattaforma è rimasta chiusa per cinque giorni e non abbiamo potuto conferire anche il rifiuto differenziato, totalizzando un 6%. Una cifra che ha abbassato la media all’8%. Ma quando il 22 dicembre ho dichiarato ciò che ho dichiarato era assolutamente vero», dichiara Cantarella.

Il dente avvelenato ha scoperto il nervo anche in altre circostanze, lontano da percentuali e dati calcolati alla precisione.

«Questo attacco feroce nei miei confronti nasce da un’antipatia che si è sviluppata in occasione del corteo antimafia. Iannitti pretendeva che non mi presentassi, negandomi la libertà di manifestare il mio pensiero. Invece sono andato ed è successo quello che è successo. Insulti, offese gratuite per me e per il mio leader di partito. In un corteo antimafia ho subito insulti pesantissimi, minacce “Per un Sicilia più bella liberateci di Cantarella”, “Cantarella nazista e fascista”, e mi è arrivato qualche sputo» racconta l’assessore. Ma non è tutto.

«Lui si permette di fare il paragone sulla mia differenziata, dell’8%, e quella di gennaio del 2018 che è la differenziata che faceva il vecchio sistema Fazio dello scandalo dei rifiuti. Quel 9% di gennaio 2018 che paragona al mio 8% è un dato drogato da qual sistema malato che aveva intrecci tra la ditta privata e il pubblico. Quel 9% è frutto del fatto che venivano messi nella differenziata oltre 600mila tonnellate di materiale inerte. Lo si faceva per favorire la ditta privata che se non faceva il 2% di inerte aveva la penale».

«Dunque, loro drogavano la differenziata con l’inerte che non è possibile raccogliere dappertutto. Infatti, l’inerte, secondo le norme vigenti, può essere raccolto solo se domestico. Loro avevano oltre 600 tonnellate di inerte nella differenziata a gennaio e io ne ho poco più di 100mila: parliamo di una differenza mostruosa. La loro differenziata, con il mio inerte scende al 7%. Se io avessi avuto il loro drogato nella mia differenziata, supererei il 10%».

«Mi dispiace che uno che parla di legalità, osanna forte una linea con un dato riferito ad un sistema malato di intrecci tra pubblico e privato. Il mio è un 8% pulito. Chi fa inerte, come attività di produzione lo va a smaltire nelle ditte specializzate non a spese del Comune. Il mio inerte è quello domestico. Ed è comunque una quantità limitatissima, consentita per legge da portare nel centro di raccolta ma non è quella delle ditte. Nella mia differenziata c’è l’umido del mercato. Nel mio 8% c’è l’organico che finalmente stiamo raccogliendo».

Scioperi e Decreto Sicurezza

Altri disagi nel servizio di nettezza urbana sembrano essere provocati dagli stessi dipendenti Dusty, attraverso un mini sciopero avvenuto martedì sera.

«Spero che questi dipendenti vengano identificati e denunciati per interruzione del pubblico servizio. Non è possibile che in un momento in cui la città è in ginocchio, loro per uno, due giorni di ritardo di stipendio vadano a fare uno sciopero, non rispettando le procedure e bloccando un servizio essenziale e obbligatorio per legge creando un danno comune. Se non fai un servizio, blocchi la differenziata e appesantisci le spese. Spero che sia ferma condanna: in un momento di difficoltà, si dovrebbe avere la solidarietà di tutti e non solo di alcuni», commenta l’assessore all’Ambiente.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi mercoledì in occasione della presentazione del progetto “Angeli per l’ambiente”, non è passato inosservato l’attacco da parte di Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio circa il Decreto Sicurezza.

«È una misura auspicata da tantissimi sindaci, tranne da quelli che fanno politica. Alla fine, il Decreto Sicurezza offre più opportunità per città più sicure. Prevede ad esempio il braccialetto elettronico da applicare a coloro i quali sono indagati per stalking e maltrattamenti in famiglia in forma preventiva. Per evitare che poi avvengano i femminicidi. In passato la donna denunciava e poi si trovava il tizio che la seguiva, e magari l’ammazzava. Adesso i magistrati hanno questa forma preventiva in più. Il decreto sicurezza, inoltre, prevede per i vigili urbani la possibilità di utilizzare le banche date in utilizzo delle forze dell’ordine. Prima questo non era consentito».

«Chi già critica una misura genericamente e complessivamente senza capire che al suo interno c’è qualcosa di molto utile. Già questo fa capire che c’è un pregiudizio politico, non è un esame sereno quello di Abramo. Se fosse tale dovrebbe dire quali sono le misure che non condivide. Lo dica apertamente e se ne parli. Purtroppo quando c’è un attacco strumentale al decreto sicurezza non si dice cosa si contesta. Cosa si contesta? Il DASPO al Pronto Soccorso? Più potere ai sindaci? Non volevano più potere i sindaci? Se lui ha un problema sull’immigrazione lo dica, ma non corrisponderà di certo a quella sulla maggioranza degli italiani. L’attacco al Decreto Sicurezza è strumentale, perché elaborato da Salvini. Se lo andassero prima a studiare poi ne parliamo», conclude Cantarella.

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