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Scogliera e dintorni, slalom di bagnanti e ciclisti tra la munnizza

“Sindaco Drago, ma lei sa che ci sono ancora microdiscariche a Cannizzaro?
Arrivo subito, facciamo un sopralluogo”.

E’ un problema atavico, né la raccolta differenziata porta a porta né i servizi di pulizia comunali hanno influito su queste discariche a cielo aperto. In via Napoli, alle spalle del PalaCanizzaro e nei pressi delle baiette vicine all’ex ristorante Selene, poi Alioto, vige ancora la monnezza.

Ce n’è per tutti i gusti. Dagli scarti di pesce di un’attività commerciale (quindi facilmente smaltibili nell’organico) a un set di calici con tanto di spumantino annesso, dagli immancabili condom a un tappeto di mozziconi, dai resti del giardinaggio a vecchi alberi di natale. Ma ancora: resti di wc, buste, cartoni, spazzoloni, lastre di plastica. Tanti nomi racchiudibili in uno, semplicemente: “inciviltà”.

Il sindaco di Aci Castello Filippo Drago ci raggiunge sul posto, si adopera davanti a noi per un pronto intervento e con un sorriso ammette: “Qualcuno non collabora, sarebbe inutile installare la videosorveglianza, è meglio rafforzare i controlli dei vigili. Abbiamo pulito tre giorni fa e ci sono di nuovo rifiuti. Pronto? Si può intervenire immediatamente?”

Nonostante gran parte della Scogliera sia in condizioni più fortunate, la piazza tra l’ex Club della Stampa e l’ex Alioto è invece trascurata da anni. Alcuni turisti giapponesi vorrebbero scattare una foto sulla scogliera di pietra lavica, ma fanno una smorfia e si allontanano. I bagnanti fanno lo slalom tra le bottiglie e le cartacce ricordando indignati che “la Scogliera è un bene comune”. Forse, ma non per tutti.

Così, il sindaco che ha fatto della raccolta differenziata un cavallo di battaglia politico, ha chiesto la pulizia degli scogli, della piazza, delle strade segnalate col montaggio dei necessari cestini gettacarte. A cosa servirà? Speriamo a lanciare un messaggio: che venga pulito e, soprattutto, che rimanga tale. Perché, per il decoro urbano in un paesino di mare a vocazione turistica, forse non basta aver raggiunto il 70% della raccolta porta a porta se poi ciclisti e bagnanti devono fare lo slalom tra l’incuria. Di chi è la responsabilità? A ciascuno il suo mea culpa.

 

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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