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Oggi è il giorno dello sciopero: lavoratori e sindacati in piazza -FOTO

Uno sciopero di grande portata interesserà Catania nella giornata di oggi: a partecipare lavoratori e sigle sindacali contro il blocco dei pagamenti a partire da giugno.

La situazione nella quale versa la città etnea è grave. A seguito della dichiarazione di dissesto, infatti, sono tante le lotte dei lavoratori che si sono susseguite in questi mesi. Ma i risulti appaiono nulli. La sospensione di diversi servizi di tipo sociale ne è la prova. Adesso però, un altro terremoto si sta per abbattere sui dipendenti comunali: da giugno, infatti, non verranno più erogati stipendi.

Alla luce di questa amara verità, i sindacati catanesi si sono riuniti in una protesta che partirà alle ore 10:00 in piazza Università ma non è escluso che si possa estendere in altre zone. Parteciperanno allo sciopero i lavoratori di tutte le partecipate e delle cooperative, quest’ultime particolarmente colpite.

«Più i giorni passano e più ci avviciniamo al baratro del “dissesto del dissesto” del Comune (entro il 23 luglio il Comune dovrà restituire circa 60 milioni di interessi passivi dei mutui) , frutto dello scontro politico in atto che lo tiene in ostaggio assieme agli oltre 6000 lavoratori, e che metterà definitivamente in ginocchio una delle città metropolitane più importanti del Sud d’Italia», annunciano i sindacati.

Il campo di battaglia si prepara in attesa di luglio, mese in cui i lavoratori inizieranno a non percepire più alcuno stipendio. Le conseguenze per Catania potrebbero essere drammatiche.

AGGIORNAMENTI

Ore 12:08: tante sono le persone che occupano la via Etnea, all’altezza della Prefettura. Un tripudio di bandiere, striscioni e manifestanti. Ecco alcune testimonianze da parte dei manifestanti.

«Rappresento le operatrici degli asili comunali finanziate con i fondi Pac. Il sindaco è sceso a parlarci, dichiarando che rappresentiamo una priorità. Certamente il tempo che ha avuto a disposizione Pogliese  è stato limitato. Credo che gli errori si siano accumulate da amministrazioni precenti. La città va contro il baratro: noi non percepiamo lo stipendio da 10 mesi», dichiara un’operatrice.

«I dipendenti comunali finiranno per non percepire lo stipendio per mesi -prosegue un sindacalista- Abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte del Governo. Un esempio potrebbe essere rimandare il pagamento dell’anticipazione dei mutui. Lo Stato ci abbandona: salvano tutti ma non Catania. Il sindaco ha ereditato una situazione burrascosa. Anche le risposte che ci fornisce sono sempre le stesse. Aspettiamo qualcosina dalla Regione, ma il Governo nazionale deve fare la sua parte».

«La Regione non può far finta di nulla, deve farsi avanti. Serve l’istituzione di un decreto ad hoc per Catania, un finanziamento regionale per ammortizzare la situazione debitoria. Ci aspettiamo dalla Regione una cinquantina di milioni di euro: rappresenterebbe una prima tappa per tamponare il discorso ed evitare ulteriori disagi alle fasce più deboli. A giugno potrebbe fermarsi la macchina comunale e con essa anche 6000 stipendi. Tra le società interessate anche Dusty, ma ancora questo non è certo. Ma se così fosse Catania rimarrebbe sommersa dalla spazzatura», conclude Angelo Mazzeo, dirigente della Ugl catanese.

E.G.

E.G.

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Redazione

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