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Sciopero aereo a Fontanarossa: previsti ritardi e disagi -FOTO

Si ferma l’aeroporto di Catania: oggi, venerdì 26 luglio è indetto uno sciopero del comparto aereo.

Si segnalano dunque possibili ritardi sui voli in arrivo e in partenza. I servizi saranno compromessi dalle ore 10:00 fino alle ore 14:00. A scioperare per l’intera giornata, invece, i lavoratori Alitalia. Inoltre, dai sei aeroporti siciliani saranno soltanto undici i voli garantiti dalla circolare dell’Ente Nazionale Aviazione Civile.

Tanti i disagi dunque per i vacanzieri che avevano scelto l’Isola come meta per godersi le meritate ferie. Lo sciopero, infatti, ha coinvolto tutta l’Italia, rientrando nel più grande blocco dello “sciopero dell’intero settore trasporti” che ha interessato tutta questa settimana.

Per informazioni è necessario rivolgersi esclusivamente alle compagnie aeree.

L’incontro con i sindacati in Prefettura

Sono pronti per l’incontro in Prefettura i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti di Catania. A spiegarci le cause di questo esteso sciopero nazionale Alessandro Grasso, segretario generale di Filt Cgil.

«Il motivo principale dello sciopero, per ciò che concerne il trasporto aereo, è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale. È stata rinnovata la parte generale ma non quella economica. La liberalizzazione scellerata ha fatto in modo che ci sia una concorrenza sleale all’interno degli aeroporti. Inoltre, l’aumento delle tariffe sulle compagnie aeree ha dato modo alle aziende di intervenire sul posto di lavoro: quando parlo di lavoro, parlo anche di unità produttiva e di sicurezza sul lavoro. Questo è un problema gravissimo che noi denunciamo da anni. Altro problema è il fondo di solidarietà del trasporto aereo che questo Governo non ha reso strutturale, con scadenza il 31 dicembre 2019. Questo fondo di sostegno serve negli aeroporti come per quello di Catania in cui 3 aziende su 4 sono con gli ammortizzatori sociali. In mancanza di questo, alcuni lavoratori sarebbero persino licenziati».

«Altro fenomeno – prosegue Grasso – è la crisi occupazionale determinata da questa concorrenza sleale tra le aziende. Sembra un paradosso, visto che l’aeroporto di Catania è il primo del Sud con 10mila passeggeri: ma la struttura è piccola e non riesce a mantenerli. È vero che qualche intervento è stato fatto ma non è cambiato nulla. Un’ infrastruttura piccola determina problemi di viabilità all’interno dell’aeroporto stesso che può causare incidenti. Una soluzione potrebbe essere la limitazione dentro gli aeroporti perché non è possibile che entrino sempre più aziende anche se certificate. Le aeroporti sono nelle mani nelle compagnie aereo: chi paga le conseguenze è sempre il lavoratore».

 

 

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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