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Fermati presunti scafisti del barcone in cui sono morte 10 donne

Sono stati individuati e fermati i due presunti scafisti del gommone carico di migranti che ha fatto naufragio ieri nel Canale di Sicilia, provocando la morte di 10 donne. Sono un senegalese e un gambiano.

Il provvedimento della Procura distrettuale di Catania è stato eseguito da polizia di Stato, squadra mobile e guardia di finanza del comando provinciale. Le indagini sono state accelerate con l’invio di investigatori sul nave Diciotti la notte scorsa mentre era ancora in navigazione verso Catania.

Gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Stato e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, con la collaborazione della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle e della Guardia Costiera , hanno acquisito le prove necessarie all’adozione dei provvedimenti di fermo nei confronti dei sottonotati cittadini stranieri:

  1. FAYE Ousmane, nato in Senegal il 9 settembre 1995;

  2. SEY Omar, nato in Gambia il 16 maggio 1998;

  3. NDOYE Ousainou, nato in Costa D’Avorio il 1° gennaio 1991;

  4. KOWARI Osman nato in Mali il 1° gennaio 1995;

  5. BARRY Ibrahim nato in Gambia 1° gennaio 1992.

Dalle dichiarazioni dei migranti è emerso che costoro, giunti in Libia dai paesi d’origine, sono stati condotti in connection house ubicate nella zona di Tripoli, sorvegliati da trafficanti armati per essere successivamente condotti sulle vicine spiagge e imbarcati su gommoni.

Le indagini hanno permesso di raccogliere univoci e concordanti elementi di responsabilità a carico dei cinque indagati individuando, in particolare, in relazione al primo evento di soccorso, in FAYE Ousmane, cittadino senegalese, il driver del gommone carico di 108 migranti e 10 salme d donne e in SEY Omar, cittadino gambiano, colui che grazie a una bussola ha fornito al comandante indicazioni sulla rotta da seguire.

Secondo le testimonianze dei migranti, i decessi delle donne sarebbero avvenuti per annegamento, per effetto della rottura delle assi di legno poste sul fondo del gommone.

In relazione al secondo evento di soccorso, le indagini hanno consentito di individuare il driver del natante con a bordo 125 migranti nell’ivoriano NDOYE Ousainou, il quale, alla vista della nave dei soccorsi, secondo quanto riferito dai testimoni, avrebbe provato a confondersi fra i migranti.

Con riguardo, infine, al terzo evento di soccorso, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria il cittadino del Mali KOWARI Osman quale driver del gommone con a bordo 116 migranti e il gambiano BARRY Ibrahim che ha coadiuvato il primo nella navigazione.

A conclusione delle attività, i cinque fermati sono stati associati presso la Casa Circondariale di “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il servizio conferma il significativo sforzo investigativo profuso dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Catania, sotto l’egida della locale Procura Distrettuale, nel contrasto e repressione del traffico di migranti via mare che, dall’inizio del corrente anno, ha consentito di sottoporre a fermo di p.g. 51 scafisti a fronte dei 13 sbarchi avvenuti presso il Porto di Catania.

“Quando siamo intervenuti il gommone era collassato, i tubolari si erano stretti e non c’era più spazio all’interno. I nostri uomini hanno operato in una situazione particolarmente delicata sia per le pessime condizioni del mare, sia dal punto di vista psicologico. Quelle donne erano ad un passo dalla salvezza, perderle è stata la cosa peggiore…”. Lo ha detto il capitano di fregata Gianluca D’Agostino, comandante della nave Diciotti della Guardia Costiera, giunta a Catania con a bordo i corpi di 10 donne morte nel naufragio di ieri nel Canale di Sicilia.

I superstiti, che sono sulla nave assieme ad altri migranti soccorsi, sono 108.

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Redazione

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