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Saro l’emarginato

Giunge a Catania il governatore siciliano e non c’è nessuno ad accoglierlo, al contrario, al suo arrivo si danno tutti alla macchia.

Foto sequenza dell'arrivo di Crocetta alle Ciminiere. Nessun politico catanese si ferma a salutarlo
Foto sequenza dell’arrivo di Crocetta alle Ciminiere. Nessun politico catanese si ferma a salutarlo

In apertura del 13° convegno della comunità islamica in Sicilia sul dialogo c’erano i rappresentati della politica catanese: il sottosegretario alle politiche agricole Giuseppe Castiglione; il deputato Giuseppe Berretta; il vice sindaco di Catania Marco Consoli. A portare i saluti ai musulmani di tutta la Sicilia anche il prefetto Maria Guia Federico.

Tutti seduti allo stesso tavolo dei relatori hanno dato un contributo all’avvio dei lavori. Il colpo di scena si registra 1 ora dall’inizio quando con un movimento quasi felino il tavolo si svuota. Nella sala c’è un ronzio “è arrivato il presidente”, i rappresentanti della comunità islamica corrono all’ingresso delle Ciminiere per accogliere Rosario Crocetta ma dei catanesi nessuno si ferma a fare gli onori di casa, anzi riescono tutti ad aggirare l’ingresso principale per dibblare il governatore.

tavolo-relatori

Compresibile che Giuseppe Castiglione del Nuovo Centro Destra di Alfano decida di non fermarsi per i consueti saluti di rito, più risicato l’attegiamento di Consoli e Berretta “qausi comapagni di partito” di Crocetta.

Ex megafono, ex prediletto di Crocetta, il vice sindaco forse preferisce evitare d’incontrare il presidente che a marzo scorso non aveva commentato positivamente il suo passaggio al Centro Democratico di Tabacci “A nessuno permetto di insultare e di essere così irriconoscente e di utilizzare il movimento, i partiti, come taxi. Se uno agisce così, vuol dire che è così, quindi ha fatto bene ad andarsene” aveva detto.

E si registra la fuga anche di Giuseppe Berretta che pure era rimasto uno dei pochi vicini a Crocetta. Al convegno sul dialogo riescono a stare seduti insieme ad un tavolo il nuovo centro destra, centro democratico ed il Pd ma non c’è posto per Rosario Crocetta.

Caso vuole, anche il prefetto scompare repentinamente, nulla a che vedere con la politica.

Il presidente Crocetta non è accolto a Catania, il governatore resta un governatore solitario che sta al suo posto solo perchè la politica preferisce così, visto che non ci sono ancora i candidati giusti per sgominare il movimento 5 stelle qualora si andasse ad elezioni. Crocetta emarginato finirà il suo mandato, senza neanche le buone maniere che il diktat impone come in questi casi: le istituzioni catanesi preferiscono fuggire dopo neanche un’ora dall’aver pronunciato discorsi sull’importanza del dialogo e dell’accoglienza.

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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