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Sant’Agata ti odio…ma perché?

Sarcasmo, libertà di espressione, o bestialità? A voi la parola

Alla vigilia delle festività agatine (il primo post risale al 29 gennaio) è nata una nuova pagina dal titolo “Sant’Agata ti odio”. 

Ma cerchiamo di capire il perché di questa pagina seguita da più di 600 utenti.

Ecco quello che ha scritto il gestore della pagina:

“Ho creato questa pagina non perché odi realmente Sant’Agata (non me ne sbatte sinceramente, anche se riconosco l’importanza artistica e culturale della festa) ma per dimostrare quanto siano vomitevoli e incoerenti i devoti. Innanzitutto, ho tutto il diritto di creare una pagina con questo nome, non è né reato né violazione delle normative di Facebook. Ho ricevuto centinaia di minacce di morte rivolte alla mia famiglia e a me, mi sono state augurate malattie inguaribili e via dicendo. Tutto questo perché ho creato una pagina con questo titolo. Sant’Agata mi fa cagare? Cazzi miei. Ami Sant’Agata? Cazzi tuoi. Se il vostro Dio dovesse esistere, dovrebbe mandarvi all’inferno per tutte quelle porcherie che avete vomitato. Voi falsi devoti con il sacco e poi mafiosi (per fortuna non tutti i devoti sono così) nella vita siete la cancrena purulenta di Catania, la feccia della feccia. La religiosità dovrebbe essere un valore nobile e personale, non idolatria spietata. Scommetto che la maggior parte di voi non conosce nemmeno la storia e il mito legato a Sant’Agata, vi mettete il sacco e la difendete a spada tratta solo “Picchì è u simbulu i Catania”. Sant’Agata si starà rivoltando nella tomba. Fatevi una cultura, studiate, frequentate altri ambienti, ascoltate buona musica, aprite il vostro cervello perché tra gli integralisti islamici che tanto criticate e voi che minacciate di morte per una pagina Facebook non c’è alcuna differenza. Spero che il vostro Dio vi perdoni.”

Sostanzialmente chi ha creato la pagina lo ha fatto per evidenziare la discrepanza che c’è fra la festa e la sacralità della stessa. Per il creatore della fan page, dunque, i devoti di Sant’Agata non sanno nulla del rito sacro e non sono per nulla fedeli come vogliono dimostrare.

L’intento della pagina, segnalata da molti, sembrerebbe serio, ma in effetti da altri post si evince che chi creato la pagina è il solito troller in cerca di “visibilità anonima”.

Oltre alle foto, sarcastiche e blasfeme:

Colpisce la presenza di un post scambiato da molti come annuncio serio.

Si tratta di un finto post del brigadiere Eugenio Consoli, nel quale il carabiniere scrive di avere provveduto a rintracciare l’autore della pagina:

“Buonasera a tutti, sono il brigad. Eugenio Consoli. Dopo le numerosissime segnalazioni ricevuti, noi del dipartimento di criminologia telematica abbiamo rintracciato il reo tramite IP e acquisito la pagina incriminata. I reati commessi sono gravissimi: blasfemia, istigazione al deturpamento di Sant’Agata e vilipendio di cadavere.
Il responsabile è stato già arrestato.

Cord. Saluti, ringrazio tutti voi cittadini per aver segnalato la pagina.”

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Ma a differenza di quel che c’è scritto nel post non esiste alcun brigadiere Consoli e l’autore della pagina non è stato arrestato. Va detto che purtroppo la foto appartiene realmente ad un carabiniere: tale Massimo Taibi ucciso nel gennaio 2016 da un postino per vendicarsi dei figli arrestati.

 

 

 

 

 

 

 

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