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Sant’Agata, le ordinanze di Bianco. La farsa del “niente cera”

Sarà vietato, nel periodo delle festività Agatine, l’accensione dei fuochi per la vendita e il consumo di alimenti lungo il percorso del Fercolo e l’accensione e il trasporto dei ceri accesi in tutto il territorio comunale. Lo ha deciso il sindaco Enzo Bianco con due distinte ordinanze.
Ogni anno questa ordinanza, emessa a suo tempo anche da Stancanelli, è stata puntualmente disattesa. Intanto l’ordinanza c’è, ma quello che manca sono i controlli. E soprattutto chi si metterebbe contro i fedeli che lasciano quintali di cera nelle strade di Catania? Per quanto riguarda la l’attivazione di punti ristoro, sarebbe interessante sapere anche quanti ambulanti pagano il suolo pubblico, se lo pagano. Catania si trasforma, anche se con poco sforzo, nella città dove tutto si può, dove non esiste regola e non esiste, soprattutto, nessuno che fa rispettare quelle quattro regole che sono rimaste.
[Le foto sono dell’edizione del 2014]
Ma ecco nel dettaglio il contenuto delle ordinanze di Bianco.
In particolare, la prima disposizione vieta nei giorni 4 e 5 febbraio, lungo il percorso del Fercolo e nei siti e vie adiacenti, lo svolgimento di qualunque attività commerciale che dia luogo all’accensione di fuochi con bombole e bracieri per le attività di vendita e consumo di alimenti.
I siti interessati dal divieto sono: mercoledì 4 febbraio, piazza Duomo, via Dusmet, piazza Giovanni XXIII, viale Libertà, via Umberto, piazza Stesicoro, salita Cappuccini, piazza della Borsa e vie adiacenti; giovedì 6 febbraio: piazza Duomo, piazza Università, via Etnea, piazza Stesicoro, via Caronda, piazza Cavour, via A. di Sangiuliano, via Crociferi, via Garibaldi, e vie adiacenti.
La mancata osservanza della disposizione sarà punita ai sensi dell’art. 20 della L.R. 18/95, con la sanzione da euro 516,00 a euro 2.582,00 per chi esercita il commercio abusivo. Prevista anche la confisca delle attrezzature e della merce oltre alle eventuali sanzioni amministrative e penali.
La seconda ordinanza vieta, sempre nei giorni della Festa, il 3, 4, 5 e 6 febbraio, l’accensione e il trasporto dei ceri accesi in tutto il territorio comunale. Questo perché l’accensione e il trasporto dei ceri accesi da parte dei devoti potrebbe comportare problemi di pubblica incolumità e pericolo di incidenti, anche gravi, per pedoni e autoveicoli.
L’accensione dei ceri è invece consentita, per contemperare le esigenze di sicurezza con le tradizioni dei fedeli, in siti opportunamente delimitati e attrezzati. Si tratta di: piazza Stesicoro, lato ovest, via Cardinale Dusmet; fontana S. Agata, slargo tra la via Caronda, via Fondaco e via Canfora; piazza Cavour, lato sud-ovest.
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Redazione

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