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La festa più amata dai catanesi si tinge di giallo: Sant’Agata atto settimo di Michela Gecele

La festa di Sant’Agata, tra le celebrazioni religiose più famose al mondo, si tinge di giallo in “Sant’Agata atto settimo” romanzo di Michela Gecele. La giallista e psicoterapeutica è ospite della rubrica “Un caffè con…” di Alfredo Polizzano.

La trama

Catania, 3 febbraio, inizio della festa di Sant’Agata. Le strade di Catania si trasformano in uno scenario per la partitura della festa, che quest’anno farà da sfondo alla quinta avventura di Ada Hartmann, investigatrice per passione. Devoti e curiosi si muovono come un’onda che si forma, si infrange e defluisce, fra candelore, bancarelle e ceri. In mezzo a questi movimenti, un colpo di pistola confuso nei suoni della festa pone termine alla vita di un artigiano. Porrà termine anche alla festa? Ada, aiutata da due nuove amiche e sfidando il suo amico commissario, ricerca i tasselli per comporre il mosaico dell’indagine e quello della festa, mentre il quadro si complica con una seconda morte sospetta, sempre durante il passaggio della Santa. La sociologa si immerge nelle multiformi sfaccettature della festa, senza rinunciare a un’apparente deviazione dalle indagini, un breve viaggio nella Berlino del festival del cinema. E proprio l’immersione nel festival, che riecheggia i mondi Agatini, con protagonisti che delineano o alludono a personaggi reali, suggerisce ad Ada le sottili tracce da seguire, dandole un nuovo slancio per entrare nel fulcro di Catania e della sua festa.

Sant’Agata atto settimo

Come spiega l’autrice, il titolo riprende un film che verrà nominato nel corso della narrazione. La scelta, infatti, non è un caso: la festa di Sant’Agata, ambientazione principale del libro, coincide con il festival del cinema di Berlino, patria della protagonista. Ma un’altra “coincidenza”, che si riallaccia con l’attualità, è dietro l’angolo.

I festeggiamenti descritti da Gecele avvengono nel 2012. Proprio quell’anno, la festività fu “turbolenta” e non si svolse una delle tappe più attese, ossia la Salita di San Giuliano. Il fatto corrisponde esattamente con le discutibili vicissitudini che hanno caratterizzato i festeggiamenti di quest’anno.

Un ricordo “particolare”

L’autrice, torinese ma residente a Catania da tempo rispecchia esattamente la protagonista Ada Hartmann: una “straniera” nella città etnea.

«Io un falso ricordo della festa di Sant’Agata, mi ero già imbattuta nella festività. Ma l’imprinting vero è stato durante la salita dei Cappuccini. Probabilmente perché avevo sempre visto la festa di Sant’Agata dall’alto ma non vi ero mai immersa totalmente come quella volta nella salita. Ho questo ricordo fortissimo, inoltre ero reduce da un viaggio in India dunque ho ritrovato quel grado di energia nella festa», dichiara Gecele.

 

 

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