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La piazza di Santa Caterina rischia di implodere

I primi giorni di settembre si apre una voragine in piazza Bellavista a Santa Caterina, piccola frazione a mare di Acireale con un’incatevole belvedere, l’8 settembre vengono realizzati i lavori per il ripristino della stessa . Il sindaco Roberto Barbagallo ci tiene a precisare che “nell’area non si evidenziano pericoli maggiori rispetto a quelli presenti su tutto il costone roccioso della Timpa”.

I lavori di ripristino realizzati l'8 settembre scorso
I lavori di ripristino realizzati l’8 settembre scorso

Ma andiamo meglio ad analizzare la situazione. Sull’area insiste una grossa faglia attiva che può muoversi indipendentemente da un sisma. Tant’è che l’ultima voragine non si è formata a seguito di un terremoto.

Gli esperti spiegano, ma supporta anche la logica a tal proposito, che basterebbe un lievissimo sisma per innescare processi franosi. Di fatto, la piazza dove è accaduto il fatto è come se al suo interno fosse vuota: una piattaforma sospesa sul nulla.

Santo Primavera, attuale commissario dell’Ipab Santonoceto, nel 2000 era consigliere comunale ad Acireale e al tempo si occupò della vicenda legata a Santa Caterina su richiesta dei residenti preoccuopati. «Sulla zona insiste una faglia che va da Acque Grandi fino a Santa Maria La Scala percorrendo tutta la Timpa – spiega – lo studio geologico segna in rosso l’area di Santa Caterina, per cui si intende ad elevato rischio.»

«In seguito a mia interpellanza ed interrogazione fu presentato e finanziato un progetto sull’erosione delle coste – spiega ancora l’ex consigliere Primavera – A partire dal 2000 vennero realizzati dei lavori di riconsolidamento del costone lavico della Timpa che interessarono Santa Caterina  la sua discesa a mare e Santa Maria la Scala». Nulla però si fece per la piazza. Anzi qualcosa si realizzò «seppure avessi sollecitato degli interventi anche sul Belvedere, chiedendo alla Protezione Civile di fare inserire una variante al progetto che avesse riguardo per il consolidamento della piazza attraverso la rimozione della pavimentazione, l’istallazione di una rete metallica e delle “punture di cemento” atte a rendere statico l’area, si preferì fare degli abbellimenti» umili abbellimenti che riguardarono l’acquisto di fiorierie e di nuovi sedili. Oggi di quegli abbellimenti resta poco perchè sono stati vandalizzati, al contrario rimane in bella vista la crepa sulla chiesetta che si affaccia sulla piazza.

La situazione a Santa Caterina non è delle più felici, collegata alla Timpa dove continuano comunque e malgrado gli interventi a verificarsi delle frane Santo Primavera spiega «Non solo la faglia ma ci sono altre due cause di origine umana che aggravano maggiormente la situazione: la prima è che sulla Timpa non esistono colture verdi, la seconda è che negli anni sono stati realizzati dei lavori che hanno peggiorato»

«A Santa Caterina, circa 15 anni, proprio accanto agli stabilimenti termali vennero fatti dei lavori, per la costruzione di un albergo che poi non fu mai edificato, che comportarono l’utilizzo della dinamite per fare le fondamenta dello stabile mai realizzato».

Oggi rimane una “fossa” a ricordo di questi lavori che certo non hanno arrecato beneficio ad una zona attraversata da una faglia.

Vista satellitare. I lavori fatti con la dinamite hanno lasciato una grossa fossa. Zona più scura del terreno
Vista satellitare. Gli scavi con la dinamite hanno creato una grossa fossa, si tratta della zona più scura del terreno

La situazione appare quanto mai precaria. I lavori per il ripristino della voragine sono come una toppa temporanea per una piazza che di fatto può implodere da un momento all’altro. Andrebbero fatti interventi ben più importanti e decisivi, nel frattempo il rischio per le persone che vivono la zona rimane alevatissimo.

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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