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Sanremo, gradevole la terza serata

Più che positiva la terza serata del Festival di Sanremo, dove irrompono tra gli ospiti Venditti e il duo Raf-Tozzi. Straordinaria Serena Rossi con il suo omaggio a Mia Martini.

Ottimo Venditti, Amoroso rimandata, discutibile, Vanoni

La terza serata di Sanremo conferma gli standard della precedente, con Baglioni che si presta come spalla agli ospiti (e che spalla!), mentre gli altri due conduttori (finalmente!) si riappropriano del loro costume consueto. Apre le danze Virginia Raffaele che dimostra ancora una volta di essere una spanna sopra tutte le altre colleghe del tubo catodico. La sua esecuzione di Mamma son tanto felice, giocata sui probabili salti di un ipotetico grammofono, è semplicemente magistrale. Parentesi per i giovincelli: questa canzone è un capolavoro di semplicità, una melodia immortale per una dolcissima lettera d’amore di un figlio grato alla sua mamma, che parole più belle non potrebbe ascoltare.

Primo ospite della serata un Antonello Venditti in grande spolvero con la sua celebre Sotto il segno dei pesci, cantata da tutti in sala. Quindi, il cantautore romano canta un altro suo grande classico, Notte prima degli esami, insieme con Baglioni, entrambi al piano. Beh, che ve devo di’? Basta solo l’immagine.

Non esaltante la prova di Alessandra Amoroso. Il brano Dalla sua parte non è niente di che. Peggio il suo abito da Cigno Nero. Non decolla neanche il duetto con il direttore artistico in Io che non vivo, con un arrangiamento che non rende giustizia. Incomprensibile la standing ovation.

(Nota del direttore)

Convinti che riprenda la gara, sbuca dalle quinte Ornella Vanoni, che «attacca» simpaticamente la Raffaele, rea di imitarla. Non mancano le parolacce, né i momenti di imbarazzo per la conduttrice che non riesce a contenere l’eccentricità dell’artista.

Si balla con Raf-Tozzi, sorpresa Rovazzi, magnifica Serena Rossi

Continua la gradita moda degli artisti italiani di collaborare, rilanciando le proprie hit. È il turno di Raf e Umberto Tozzi con un medley di alcuni loro celebri brani. In sala si balla e si canta come in discoteca. Citato l’anniversario della vittoria a Sanremo di Si può dare di più, gli spettatori ne intonano spontaneamente il ritornello con un’intonazione migliore di alcuni concorrenti. I due cantanti chiudono la loro performance insieme ai tre conduttori con Gente di mare.

Momento comico affidato a Paolo Cevoli, con quella caratteristica che lo rende unico nel suo genere. Sono curioso di leggere il copione dei suoi pezzi, per vedere se ne uscissi indenne da una potente emicrania. Finalmente Bisio torna a fare ciò per cui lo amiamo, spalla comica come nessun altro.

Conclusa la gara, giunge il grande mistero della produzione musicale italiana del momento: il classico personaggio che ti fa dire: «Se ce l’ha fatta lui, allora può farcela chiunque!». Invece, la prestazione di Fabio Rovazzi è quanto di più sorprendente ci sia stato finora all’Ariston. Si prende in giro da solo, con la gentile collaborazione della madre. Al rifiuto del direttore e dell’orchestra di continuare a suonare per lui, ‘ripiega’ leggendo a mo’ di poeta una sua canzone. Infine, si vede interrotto da un Fausto Leali in versione Cavallo pazzo, chiudendo con Faccio quello che voglio. Il pubblico si diverte e si commuove. Rovazzi parla al papà recentemente scomparso, rimproverandolo che tutto questo è in parte colpa sua. Chi avrebbe mai immaginato di applaudire questo giovanotto a Sanremo?

Gran finale riservato a una straordinaria Serena Rossi, con il suo omaggio all’indimenticabile Mia Martini. La sua performance in Almeno tu nell’universo lascia senza fiato e aumenta le aspettative per l’imminente fiction RAI sulla grande Mimì. E qui c’è da chiedersi perché un momento così bello, toccante e significativo proposto all’una. Non all’altezza l’intervento di Baglioni, per una canzone poco adatta ad una voce maschile (non si può far tutto!). Serena poi chiede scusa a nome di tutti per i gravi torti subiti da Mia Martini, sinceramente commossa.

In gara, ovazione per Cristicchi

Standing ovation per Simone Cristicchi, il cui stile poetico fa sempre breccia nel cuore degli spettatori. Il cantautore si candida prepotentemente tra i favoriti quantomeno per il podio, in un’edizione dove manca una canzone che si distingua nettamente più delle altre. Applausi anche per Ultimo e Irama, apprezzati sin da martedì.

Si chiuse con The Zen Circus. Qualcuno potrebbe impiegare tutta la propria buona volontà a riascoltarli, dandogli una seconda possibilità. Qualcun altro dovrà spiegare con quale coraggio sia stata esclusa Caramelle di Pierdavide Carone e i Dear Jack per questo! Sanremo deve esprimere il meglio, ma il peso delle case discografiche si fa sentire prepotentemente. Quei momenti in cui rimpiangi Robespierre con le sue ghigliottinate facili.

Stasera i cantanti si esibiranno nelle loro canzoni insieme ad altri artisti. Si attendono sorprese.

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