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Sanità, in Sicilia continua lo scontro: e il Comune di Ragusa fa ricorso

Una situazione particolare e che nelle ultime ore è arrivata ad uno scontro frontale quella che riguarda la sanità siciliana. Il motivo del contendere è da ricercarsi nel riordino della sanità locale, che non tutti i comuni hanno digerito. Come nel caso di Ragusa.

È di pochi giorni fa la notizia che il comune ragusano ha presentato un ricorso al Tar per ottenere un annullamento parziale del provvedimento emanato dall’assessore alla Salute della Regione, soprattutto in riferimento al trasferimento di alcune unità operative dall’ospedale di Ragusa ad altri centri ospedalieri, che siano o meno della provincia.
Decisione che, secondo il comune, andrebbe contro la normativa vigente, soprattutto per quanto contenuto nell’accordo tra ministro della Salute, ministro dell’economia e Regione Siciliana, che prevede la presenza sul territorio di ospedali di primo livello quale quello di Ragusa è.
L’amministrazione comunale ragusana, dunque, arriva addirittura a proporre ricorso contro il decreto della Regione.

Una realtà piuttosto ingarbugliata e che affonda le proprie radici nella necessità di ridurre gli sprechi nel settore sanitario. Sprechi che hanno caratterizzato da tempo questo settore, causandone un sostanziale blocco.
A testimonianza di ciò si può prendere il caso della cannabis medica; era il 2014 quando la giunta Crocetta disse sì all’uso della cannabis per scopi curativi seguendo l’esempio di altre regioni italiane. In teoria da allora i cannabinoidi avrebbero potuto essere prescritti anche nelle strutture accreditate, pubbliche e private, a carico della sanità pubblica. Il tutto partendo dalle facoltà curative della cannabis e dei suoi derivati, basti pensare ad esempio alle proprietà mediche dell’olio di cannabis.
A distanza di due anni, purtroppo, il meccanismo non è partito, e i siciliani che necessitano di curarsi con la cannabis sono costretti a rivolgersi a farmacie private pagando di tasca loro, e a caro prezzo, il farmaco.

Questo rappresenta solo uno degli esempi del malfunzionamento della sanità siciliana e di come, a causa di questi meccanismi, si rischi di lasciare il settore in uno stato di arretratezza rispetto alla realtà nazionale.
Il riordino della sanità locale è un qualcosa con il quale si dovrà necessariamente fare i conti; e l’iniziativa del comune di Ragusa è un esempio di quanto questa necessità possa portare a disagi logistici per i cittadini in ambito sanitario.

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Redazione

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