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Sanità, Grillo contro Santocono: “Il sindaco e i consulenti si occupino delle difficoltà economiche del comune”

Dopo il duro attacco del deputato Giulia Grillo contro la sanità catanese, in cui chiedeva addirittura l’invio degli ispettori ministeriali, aveva risposto il consulente della sanità del comune etneo, Francesco Santocono.
“Il Sindaco – aveva dichiarato Santocono – è il garante della salute dei cittadini. Ecco perché quest’Amministrazione non ha perso occasione per fare sentire la propria voce, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, in tutte le sedi. E lo ha fatto avviando confronti importanti, aprendo tavoli di discussione e ponendo in essere le condizioni necessarie per superare le criticità che si presentavano sul territorio”.
“In questi mesi – ha concluso  – sono stati ascoltati i protagonisti della Sanità catanese e siciliana su numerosi temi, dall’emergenza dei Pronto soccorso fino al ritardo nella nomina dei direttori generali delle Aziende, passando anche per l’esigenza dell’innovazione tecnologica. E tutto questo sempre nell’interesse esclusivo dei cittadini, con spirito costruttivo e confortati dal supporto delle più autorevoli professionalità del settore. Naturalmente l’Amministrazione resta aperta a qualsiasi tipo di contributo serio, costante e fattivo, soprattutto da parte di coloro i quali rappresentano i cittadini”.
Alle sue parole, giunge la risposta della grillina:
“Gentile Dottor Santocono,
ho letto con attenzione la sua lettera ad oggetto “Sindaco garante della salute dei cittadini”.
Intanto leggo con dispiacere che il comune di Catania, per un tema tanto delicato come la promozione, prevenzione e tutela della salute non abbia all’interno del proprio organico personale adeguato e debba fare affidamento ad un consulente esterno. Spero potrà capire le mie perplessità, purtroppo la presenza di esperti e medici personali vicino ai politici della regione mi porta a malinconici pensieri (vedi l’arresto del Dottor Matteo Tutino).
Venendo nel merito della sua missiva, senza scomodare la nostra Costituzione, occorre ricordare che il D.lgs 502/92 “Riordino della disciplina in materia sanitaria” e le modifiche normative successive (vedi D.lgs 229/1999) assegnano ai comuni (forse sarebbe il caso di dire conferenza dei comuni) una funzione squisitamente di carattere programmatorio e verifica da regolarsi peraltro, con legge regionale.
Leggo che “l’amministrazione comunale catanese non ha perso occasione per fare sentire la propria voce, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, in tutte le sedi. E lo ha fatto avviando confronti importanti, aprendo tavoli di discussione e ponendo in essere le condizioni necessarie per superare le criticità che si presentavano sul territorio”.
Sarei curiosa, anzi chiedo formalmente, di poter leggere i verbali di tali incontri e tavoli. Non ho mai sentito levarsi grandi critiche riguardo una gestione della sanità siciliana che ha ormai dei livelli di inefficienza senza pari. A dire ciò non sono io bensì i fatti che si susseguono quotidianamente: tempi esasperanti per ottenere una visita specialistica o diagnostica; viaggi della speranza (per chi se li può permettere) dei pazienti siciliani verso altre regioni;
il durissimo Giudizio di parifica della Corte dei Conti sui bilanci della Regione; le dimissioni dell’assessore alla Sanità Lucia Borsellino; l’arresto del medico di fiducia del governatore Crocetta; le indagini della Digos. Anche adesso, mentre le scrivo mi è giunta un’agenzia dal titolo “Sicilia, giovani medici e professionisti sanitari chiedono il commissariamento della sanità regionale”.
Insomma, forse sarebbe meglio che il sindaco ed i suoi consulenti chiedano un immediato cambiamento del Governo della Regione e passino il resto del tempo ad occuparsi delle difficoltà economiche che sta attraversando il comune che è a rischio dissesto.
Le auguro un buon lavoro, ne ha certamente bisogno.”
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Redazione

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