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San Giovanni Li Cuti: Il tuffo spericolato che diventa virale

“La struttura alare del mammoriano non è adattata al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso #beddacatania” è la frase pubblicata come post della foto che segue, di un tuffo spericolato, scattata e condivisa da Francesco Marino sul proprio profilo facebook.

Trovarsi nel posto giusto al momento giusto ha fatto diventare la foto di questo tuffo virale.

Lo scatto infatti ritrae un ragazzo che si esibisce in un tuffo ‘triplo carpiato a rottura di collo’ al porticciolo di Catania, San Giovanni Li Cuti.

La foto del tuffo impazza subito sul web rimbalzando da un profilo all’altro, ottenendo oltre mille condivisioni in pochissimo tempo.

Fra gli innumerevoli commenti si legge:

Ma come è finita? È riuscito a tuffarsi in acqua o ha preso in pieno il cemento sulla mascella?

Hai creato il mammoriano di Shroedinger.
Finché non vediamo se si fracella non è né vivo né morto

– Cannizzaro o Garibaldi? (qui qualcuno ironizza chiedendo il quale ospedale sia finito il protagonista)

– Dai, o non è reale o è la prova provata che noi viviamo su Matrix e che Neo è passato a salutarci.

– Vista la traiettoria lo vedevo proiettato sulla balata di cemento…??

– I believe i can fly…i believe i can touch the sky

E continuano ancora infiniti i commenti che si domandano che fine abbia fatto il ragazzo.

Alle tante richieste infatti Francesco Marino, autore degli scatti, ha poi pubblicato altre due foto che ritraggono la traiettoria del giovane tuffatore che quasi per miracolo non si schianta sulla pietra lavica ma raggiunge con grande stupore collettivo l’acqua del mare.

foto di Francesco Marino

Anche se non si capisce minimamente di che tuffo possa trattarsi, qui si vede che il giovane si trova a metà strada tra la vita e il mare.

 

Nella foto successiva invece si prepara per l’entrata in acqua per così dire in un tuffo a pesce.

Tutto bene quel che finisce bene!

foto di Francesco Marino

 

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Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

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