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Samuel Pietrasanta: “la strada il mio palcoscenico”

Chitarra in spalla, un pò di canzoni nella testa, tanto talento da rivelare e la strada davanti. Come canta Bocelli :”Vivo per lei: la musica. Vivo per lei, è unica”. Amare così tanto la musica da mettere in gioco la propria vita; scegliere di essere un artista di strada senza vergogna perchè non c’è dono più grande della musica. Cosa caratterizza tutti questi artisti che hanno due soli strumenti a disposizione: chitarra e voce? Sicuramente hanno un talento e qualche sogno nel cassetto, desiderano  mostrarlo al mondo senza pretese solo con la voglia di essere lì, chiudere gli occhi e farsi ascoltare. Ogni artista di strada che si esibisce nelle piazze d’Italia vuole far conoscere la propria musica, le proprie capacità per poter finalmente vivere di questa passione ma il mercato della musica non investe abbastanza sulle giovani promesse così, per farsi conoscere, bisogna andare dove porta il vento. Oggi, l’unica vetrina che offre spazio alle nuove proposte sembra essere solo una piattaforma in rete: YouTube. Passeggiando per le principali vie della vostra città vi sarà capitato di sentire questi giovani cantare ed intrattenere la gente. “L’Urlo” ha incontrato Samuel per le vie di Catania.

https://www.youtube.com/watch?v=pBlMa3Uaq9Q

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Parlaci di te, Samuel.

«Ho quasi 23 anni e sono semplicemente una di quelle goccioline nell’oceano che continua a sognare ad occhi aperti la possibilità di pubblicare la mia musica. E’ da tre anni ormai che vivo solo di musica esibendomi nelle piazze delle più belle città italiane e non. Come si dice, sono il classico artista di strada!»

Siamo fieri di poter affermare che sei “catanese doc” nonostante tu sia diventato, nel tempo, un cosmopolita perché ti esibisci anche fuori dalla Sicilia. Che luoghi hanno fatto da scenario alla tua musica?

«Assolutamente catanese, si! La mia amata Sicilia la porto sempre nel cuore, ma posso dire di aver girato posti altrettanto belli. Da Bologna a Milano, da Genova a Roma, Napoli,Como e poi la Svizzera: Lugano, Zurigo…Wow! Bellissime esperienze.»

Qualcuno ti ha già “scoperto”?

«Si, la gente mi “scopre” tutti i giorni. Questo è fantastico,sono sempre una novità e una sorpresa. Se intendiamo a livello discografico, no non mi hanno ancora scoperto.»

Gli artisti emergenti come te quali difficoltà incontrano maggiormente?

«Senza ombra di dubbio un mercato ormai saturo e anche abbastanza scomodo per chi non ha i “prodotti vendibili”. La discografia italiana è morta. Per quanto mi riguarda, ai giorni d’oggi, la più forte casa discografica rimane YOUTUBE

https://www.youtube.com/watch?v=qcllG5kM9SE

 

Cantare è una passione, ma si può vivere di sola musica?

«Certo, devi solo essere sicuro di avere qualcosa da “dare”. La cosa difficile non è il “camparci” ma la scelta. Quello fa male. Chi effettivamente è disposto a scendere in strada? Essere considerato poco più di un barbone, uno scansafatiche, ma il problema non è solo “la gente”, ma gli amici, la famiglia, l’amore. Io sono stato molto fortunato e apprezzato da tutti i miei affetti, ma chi ti sta vicino ha qualche difficoltà a volte ad accettare questo stile di vita ma io so cosa voglio, punto.”

Hai studiato prima di intraprendere questa strada oppure è un talento che è nato con te?

«Sono nato con questa “malattia”! Non ho avuto insegnanti. Ho solo passato molto tempo con i miei strumenti cioè la voce e la chitarra. Però posso dire di aver vinto una borsa di studio al C.E.T (scuola di mogol per cantautori) in Umbria dove ho intrapreso la strada del cantautorato.»

Hai mai partecipato ad un talent show televisivo oppure a qualche gara canora?

«Ero piccolino e ne ho fatte di ogni: casting, festival, concorsi! Avevo una visione diversa delle cose. Ora sono più felice, sono io!»

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La prima volta che ti sei esibito quali pensieri e paure hanno invaso la tua mente? Che ricordo hai di quel giorno?

«La prima volta? Orribile. Ero in stato di trance, stavo per svenire. Tutte quelle persone li a giudicarmi. Mamma mia! Dopo l’esibizione ho avuto febbre a 38 per due giorni!»

 

Ti diletti con il genere pop, rock, soul, folk. Hai uno stile preferito che ti caratterizza?

«Non amo etichettarmi sotto a dei generi musicali. Mi caratterizza ciò che mi fa venire da piangere quando l’ascolto e quando sento vibrare il cuore decido di reinterpretare quel pezzo. Amo la musica, tutta!»

Il complimento più bello ricevuto fino ad ora che ti ha reso felice?

1424404_560643270678850_262390220_n«E’ stato a Milano. Una donna piangendo è venuta da me dicendomi: “Mio marito è in cielo da qualche mese, era un musicista anche lui e mi diceva sempre che i grandi artisti erano destinati a un paradiso a parte, più bello! Quando io morirò probabilmente non lo potrò vedere dunque ma tu portagli i miei saluti”.»

Quali sono i pro ed i contro di esibirsi per le strade delle città?

«I pro sono “libertà e vita” i contro? Potrei fare un elenco, mi limito a dirti che ogni comune ha un suo regolamento per l’arte di strada. Se becchi le città sbagliate perdi giornate di lavoro ma la cosa più brutta spesso è la mancanza di rispetto degli agenti di polizia locale in servizio ( non tutti ovviamente) che non fanno differenza tra me e un mendicante.»

Un consiglio a tutti quei ragazzi che come te, hanno un grosso talento ed un sogno chiuso nel cassetto e desiderano realizzarlo.

«La scelta. Scegliete chi essere senza vergogna. Pensate per voi, per la vostra felicità. Non prestate agli schemi che ci vengono imposti. Voi siete unici, non sprecate la vostra vita a timbrare cartellini in un posto che non fa per voi, e se lo fate coltivate sempre le passioni, i sogni… queste sono le linfe della vita!»

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Redazione

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