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Sammartino e Sudano beccati a fare campagna pro Sì nei patronati

Niente più folle oceaniche come ai tempi d’oro del lombardismo o del cuffarismo. E nemmeno masse osannanti. Ma appena una cinquantina di partecipanti, poco motivati, che arrivano alla spicciolata nel patronato di Via Pacinotti, a Nesima, periferia ovest di Catania, gestito da un ex berlusconiano folgorato sulla strada di Renzi.

E’ il pomeriggio del 14 novembre e gli abitanti del quartiere sono convocati ad un incontro a sostegno del Sì al referendum. Ospiti i deputati regionali Luca Sammartino e Valeria Sudano (ex cuffariani, ex lombardiani, ex tutto, ora Pd, area Faraone) in tour nelle periferie a caccia di voti per il Si’.

Sammartino e Sudano conducono la campagna a favore del Sì in un patronato a Nesima
Sammartino e Sudano conducono la campagna a favore del Sì in un patronato a Nesima
sudano-sammartino
Ancora il duo Sammartino in riunione politica all’interno di un patronato a San Giovanni Galermo

Fin qui tutto bene: rientra nella libertà di ciascuno sostenere le proprie tesi. La coppia Sammartino-Sudano, peraltro, da quel che risulta a L’Urlo, questa campagna referendaria, la sta fa facendo con scarsi esiti e scontrandosi, anche tra le persone più deboli, con un muro di No. «Ho partecipato alla riunione – raccontano testimoni – qualcuno li ha criticati dicendo: “ma se voi del Pd non siete uniti nemmeno tra voi come potete pensare di convincere gli altri”.» Tanto che, ad un certo punto, Sudano è sbottata: «Lo so che il No arriverà al 95% qua in Sicilia ma almeno ascoltate perché sarebbe importante invece votare Sì»

Quella di Nesima è la seconda tappa catanese del tour di Sudano-Sammartino su cui in tanti (a partire dai berrettiani) nel Pd etneo confidavano per far risalire la china ad un Sì agonizzante. La prima a San Giovanni Galermo, qualche giorno prima, è andata quasi deserta, poche decine di persone. Ma è la tappa di Nesima che ha fatto storcere il naso a qualche avversario politico.
E in area Cinque Stelle già qualcuno “minaccia” un’interrogazione parlamentare. Motivo? La riunione per il Sì si è tenuta in un patronato e i patronati vivono di soldi pubblici, anche di chi è per il No”.

«Non puoi organizzare iniziative contro di me con i miei soldi. Da notare i manifesti del Sì appesi alle pareti: molto grave – commenta chi ha fatto pervenire queste foto all’Urlo –  Chi usa i patronati per far campagna elettorale commette un abuso; sarebbe allora il caso di revocare il sostegno pubblico a chi sfrutta i patronati per fini elettorali facendo leva sui bisogni delle persone.»

E i sostenitori del No, informati sulla gestione della campagna referendaria da parte del duo Sammartino Sudano, si impegnano già a presentare un’interrogazione parlamentare promettendo anche di battersi affinchè venga approvata una legge che possa scongiurare questi episodi che potrebbero essere un vero e proprio inquinamento del voto.

Una vicenda che non sembra priva di conseguenze e che rischia di ridimensionare l’incontro per il Sì previsto per oggi al Fortino, nella roccaforte di Nuccio Lombardo, terza e ultima tappa del giro (rivelatosi un flop) organizzato dal fedelissimo di Sammartino, Francesco Mascali. Noi dell’Urlo saremo presenti confusi tra la folla (folla si fa per dire).

– Bufera 5 stelle su Sudano e Sammartino

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Redazione

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