Giudiziaria

Salvini contrattacca il Tribunale di Catania sul caso Diciotti

La questione Diciotti ancora in prima piano, dopo il duro attacco di Salvini alla Magistratura catanese, rea, a suo dire, di aver invaso le prerogative di Governo.

Decisione politica o per l’ordine pubblico?

Salvini non ci sta e contrattacca! Impavido dopo le gravi accuse mosse nei suoi confronti, il Ministro dell’Interno reagisce contro la Magistratura, ponendo la questione sul piano delle rispettive competenze.

A parere dei giudici catanesi, sarebbe squisitamente politica la decisione di non autorizzare tempestivamente lo sbarco dei migranti della nave. Di contro, il leader della Lega sostiene che è stato salvaguardato l’ordine pubblico.

Le parole sono dure e mirate, decise a colpire: «L’impostazione del tribunale di Catania calpesta le più elementari regole del diritto internazionale e della nostra Costituzione, invadendo poi una sfera di esclusiva prerogativa dell’Autorità di governo».

Salvini rivendica, dunque, le prerogative spettanti al proprio incarico, cui spetterebbe la decisione finale in merito alle controversie internazionali – come in questa vicenda contro Malta. La sua immagine è stata duramente lesa dalla richiesta di autorizzazione a procedere del tribunale dei ministri di Catania.

Via libera all’acquisizione dei documenti firmati dal Governo

Intanto, Maurizio Gasparri, presidente della Giunta per le Immunità, ha autorizzato l’acquisizione dei due documenti firmati da Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, allegati alla memoria difensiva presentata da Salvini. Ciò nonotante la contestazione di Pietro Grasso, che lamenta la mancanza di un voto in merito alla decisione.

Tocca adesso al Governo decidere se accogliere l’istanza mossa dal tribunale di Catania, o difendere il ministro dell’Interno, in quanto la responsabilità sarebbe dell’intero collegio. Dunque, l’accusa potrebbe essere ampliata a tutto il Governo, come spiegato dal presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi: «Se il Tribunale dei ministri ritiene che il fatto denunciato costituisce un reato, rimette quel caso al Parlamento, il quale deve valutare se questo reato è stato commesso nell’interesse dello Stato o nell’interesse pubblico. Quindi c’è una valutazione giuridica e una del Parlamento; i giudici fanno una valutazione giuridica e il Parlamento una politica».

D’altronde, come molte voci hanno sostenuto, non sussistebbe neanche una questione di sequestro di persona aggravato. Infatti, il divieto di non sbarcare sulle coste italiane non intralcia minimamente il diritto dei migranti a muoversi liberamente da altre parti.

Il premier Conte fa sentire la sua voce

«Anche io responsabile». Il premier Conte giunge in soccorso di Salvini, confemando «l’attuazione di un indirizzo politico-istituzionale che il governo ha condiviso».

Si tratta di una linea politica sull’immigrazione pienamente condivisa, coerente con il Programma di Governo. Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi di Di Maio eToninelli, che rimbalzano la questione alla già complessa relazione con l’Europa.

«In primo luogo, l’azione del Governo è stata indirizzata a contrastare il traffico odioso di essere umani e a impedire la tragica perdita di vite umane. In secondo luogo, il Governo ha posto in essere ogni azione utile a promuovere una politica di contrasto all’immigrazione irregolare quanto più possibile condivisa a livello europeo. In particolare ebbe luogo un’interlocuzione con le autorità maltesi relativamente all’individuazione del porto di sbarco e fu avanzata una richiesta agli altri Stati membri dell’Unione e alla Commissione Europea per la redistribuzione di migranti». Permane, tuttavia, in seno al Movimento 5 Stelle una forte indecisione sulla scelta di voto, che potrebbe compromettere la stabilità dell’esecutivo.

Nella foto il ministro Salvini (da “Il Fatto Quotidiano”).

V.L.B.

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Redazione

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